Il Tirreno

Grosseto

«Il crollo delle chiese è divertente», un post scatena le polemiche

di Giulia Sili
«Il crollo delle chiese è divertente», un post scatena le polemiche

Lo scrittore grossetano Parente lancia un commento choc Ma lui non fa retromarcia: «Scriverei anche oggi in quel modo»

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GROSSETO. «Il crollo delle chiese però è divertente»: così ha scritto su Facebook Massimiliano Parente, scrittore grossetano, 46 anni, collaboratore del quotidiano Il Giornale e autore di libri come “Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler”, edito per Mondadori nel 2014, o “L’Inumano” del 2012.

A corredo della sua urticante opinione, Parente ha anche postato una fotografia di una chiesa crollata, scegliendone una che nulla ha a fare con il sisma che si è abbattuto sul Centro Italia: l’immagine della Chiesa Madre di Cattolica Eraclea in provincia di Agrigento, crollata nel 2003.

Un post condiviso da più di trecento utenti che lascia pochi equivoci e che, inutile dirlo, ha scatenato un’infinita serie di commenti sui social network: insulti, auspici di morte e minacce di querele. Tra i post anche quelli di chi propone di boicottare il suo libro.

Ma il fiume di parole degli indignati non ha bloccato il flusso dello scrittore che qualche ora più tardi ha continuato a pubblicare nuovi post in linea con il cinismo del primo: «Cristiani - ha scritto - non offendete il vostro dio parlando male dei terremoti». Poi ancora: «Anziché mandarmi messaggi di morte prendetevi i profughi in casa». E infine: «Chiedo scusa a tutti i cristiani che se la sono presa con me e non con Dio che nella Bibbia manda catastrofi molto peggiori».

Nel tardo pomeriggio di domenica è poi comparso il twitter del direttore responsabile del quotidiano Il Giornale, Alessandro Sallusti: «Con le chiese crolla anche un pezzo di noi, il mio amico Massimiliano Parente è addirittura precipitato negli abissi della stupidità».

Inutile ricercare adesso il post dello scrittore, Facebook lo ha oscurato in seguito a tante segnalazioni.

Parente, non si è pentito?

«Non sono assolutamente pentito di quanto ho scritto, se potessi tornare indietro rifarei lo stesso ma argomenterei meglio per chi non ha capito il senso della mia frase, così da non dare adito ad equivoci. Ho scritto quel post sul mio profilo privato e i miei lettori, quelli che conoscono il mio pensiero, capiscono perfettamente l'intenzione delle mie parole».

Prima di scrivere il post si è posto il problema del peso delle sue parole e non ha pensato che sarebbe stato offensivo nei confronti delle vittime del sisma?

«Non mi sono posto il problema delle conseguenze di quello che ho scritto, ho solo pubblicato quello che pensavo e che continuo a pensare. Può darsi che questo porterà a delle conseguenze ma non sono assolutamente preoccupato e lo rifarei. Comunque il post è stato frainteso, non voleva fare ironia sulle vittime del terremoto, anzi, sono molto dispiaciuto di quanto accaduto in Centro Italia».

Frainteso? Allora provi a spiegare meglio.

«È nota la mia posizione da ateo, il mio post faceva ironia sui credenti, non ho fatto alcun accenno alle vittime del terremoto e non lo farei mai. Piuttosto ho fatto dell’ironia sul pensiero cattolico prendendo l’immagine di una chiesa crollata che nulla ha a che fare con i fatti recenti. La spiegazione è semplice: trovo assolutamente ironico che il Dio in cui credono i cattolici abbia distrutto il proprio tempio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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