Sicurezza
I Pallini nell’Olimpo degli yogurt di bufala
Grosseto, i vasetti della storica azienda premiati come i migliori d’Italia
GROSSETO. Si fa in Maremma lo yogurt di latte di bufala più buono del Belpaese: e, visto il primato nell’agroalimentare che gli italiani ancora si meritano, possiamo dire “del mondo”. È il decreto uscito dalla 71° edizione delle Fiere Zootecniche internazionali di Cremona: pietra miliare del settore, il salone prevede anche il concorso “Agri Yogurt” dove i concorrenti si sfidano a colpi di vasetto. E la giuria ha assegnato la palma d’oro a quello dell’azienda agricola “Diaccialone”, ovvero ad allevatori storici grossetani, la famiglia Pallini. Ottantotto anni, il patron Marcello Pallini è uno degli imprenditori più noti di Grosseto e della Maremma; e anche fuori dai confini locali ancor di più lo è il marchio, “La Maremmana”, cioè la griffe con cui l’azienda commercializza yogurt, mozzarelle, formaggi freschi e stagionati.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14344070:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14344070:1652287105/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]] I precursori. «Sono loro ad aver portato la bufala in Maremma» dice Diego Cinelli, il sindaco di Magliano in Toscana che per i Pallini lavorò 17 anni e da cui ha imparato anche il mestiere. Lasciati i Pallini, il sindaco-allevatore, infatti, nel 2010 e con il fratello Alessandro, si è tirato su un allevamento di bufale, a Sant’Andrea. È partito con 50 bestioni e ora ne ha 200, che nutre con estrema cura: mangiano fieno verde trinciato – una specie di insalatina naturalmente fermentata – ma anche farine di mais, di soia e persino semi di cotone greco. Quasi quasi, si nutrono meglio di noi. Producono latte – quattro/sei quintali al giorno a secondo della stagione – che viene venduto al rinomato caseificio follonichese “Ranieri”. In Maremma allevano bufale i Pallini, i Cinelli e anche i Dalia di Sticciano. «Sono contento dice il sindaco di Magliano – del risultato ottenuto dai Pallini. E credo che l’allevamento delle bufale possa avere uno sviluppo interessante in Maremma».
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Bufaline e bufale. I Pallini hanno un allevamento assai nutrito: 760 bufale. La metà dei portentosi animali vive a Capalbio, e sono quelle più giovani; quando sono gravide, partono con destinazione Principina Terra. Ed è qui che ci sono le stalle da latte, il caseificio “Inno al sole”, ricavato in un casale del 1800, a 500 metri dalla stalla, affiancato da un punto vendita con prodotti di qualità del caseificio. Ed è qui che viene prodotto il famoso yogurt fatto con il latte bufalino.
I superformaggi. Aveva 25 anni il patron Marcello quando prese in mano l’azienda di famiglia. Oggi il lavoro è portato avanti dalla moglie Diana Theodoli e dal figlio Guido con la collaborazione della figlia Matidia. D’estate le bufale producono 25 quintali di latte al giorno che diventano prelibatezze, e alcune hanno nomi persino un po’ evocativi. Qualche esempio? Lo prendiamo dai formaggi stagionati: Il Tramonto di Capalbio, Il Fiore di Capalbio, il Blu del Granduca.
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