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Esclusa dal concorso Ministero in ritardo bacchettato dal Tar

Esclusa dal concorso Ministero in ritardo bacchettato dal Tar

GROSSETO. Il ministero dell’Istruzione rischia la nomina di un commissario ad acta se non sarà data rapida esecuzione all’ordinanza con la quale il Tar Toscana ha imposto di far svolgere le prove di...

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GROSSETO. Il ministero dell’Istruzione rischia la nomina di un commissario ad acta se non sarà data rapida esecuzione all’ordinanza con la quale il Tar Toscana ha imposto di far svolgere le prove di concorso a una docente precaria risultata ingiustamente esclusa.

L’insegnante ha avuto ragione nella fase cautelare già nel luglio scorso ma ancora l’amministrazione non ha provveduto ad ammetterla alla prova. E il Tar, prima sezione (presidente Armando Pozzi), ritiene questo ritardo inammissibile e comunque un problema non insormontabile da parte del ministero: «una mera difficoltà operativa inidonea a togliere al dettato del giudice la sua forza cogente e operativa».

L’insegnante si era rivolta agli avvocati Lavinia e Michele Mensi dopo che non era stata inserita nell’elenco dei candidati ammessi a sostenere la prova del concorso per i posti comuni nell’organico e per il sostegno agli alunni con disabilità. Un errore commesso dalla candidata nella compilazione telematica ne aveva determinato l'esclusione. Il Tar aveva osservato che non c’erano elementi sostanziali ma solo un errore materiale: i requisiti esistevano e la domanda era stata presentata nei termini. Secondo i giudici amministrativi era configurabile «la tesi della totale espropriazione, da parte della piattaforma informatica Polis, di qualsiasi potere valutativo, motivazionale e decisorio spettante all’amministrazione». Il 14 luglio scorso il Tar aveva quindi ordinato l’ammissione dell’insegnante e il 16 settembre la ricorrente aveva chiesto il rispetto dell’ordinanza. Il 21 ottobre l’ufficio scolastico regionale aveva comunicato di non poter dar seguito al ricorso, perché tutto sarebbe stato di competenza nazionale.

Tutte le motivazioni sono state respinte dal Tar. Perché l’impossibilità doveva emergere già nella prima discussione; perché è irrilevante la questione di chi gestisce il concorso; perché sono passati tre mesi dalla pubblicazione dell’ordinanza; perché in questo lasso di tempo il ministero avrebbe potuto organizzare in autotutela una sessione speciale (del resto annunciata sul sito a giugno); perché l’amministrazione avrebbe potuto proporre appello (e non l'ha fatto); perché non tengono le invocate obiezioni sull'anonimato delle prove scritte (tali obiezioni sono definiti come «comportamenti oggettivamente dilatori»); perché non è ammissibile far attendere la prossima sezione ordinaria; perché non ci sono ostacoli insuperabili.

Così entro 40 giorni l’amministrazione scolastica dovrà far svolgere all'insegnante le prove di concorso. Se tale ordine non sarà rispettato, il capo di gabinetto del ministero dovrà nominare un commissario ad acta che entro 30 giorni dovrà provvedere all'eventuale ulteriore inadempimento. L'udienza di merito sarà trattata a maggio 2017.

(p.s.)

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