Sicurezza
Addio al principe Corsini, è stato travolto con la bici
Filippo aveva 21 anni e studiava a Londra: era il figlio di Duccio e Clotilde. Aveva trascorso l’estate alla tenuta di Marsiliana, il ricordo di don Stefano
MANCIANO. È morto a Londra, investito da un camion, Filippo Corsini, discendente di una delle più antiche famiglie di Firenze. Filippo, 21 anni, si trovava a Londra per motivi di studio: frequentava infatti la Regent’s University of London. Il ventunenne era il figlio di Duccio e Clotilde: la nobile famiglia possiede una tenuta nel comune di Manciano, a Marsiliana. Un castello che domina la vallata dell’Albegna, dove il giovane veniva spesso anche da bambino. Filippo è morto investito mentre era in sella alla sua bicicletta. Per lui non c’è stato nulla da fare nonostante i soccorsi tempestivi e i tentativi di rianimazione.
Il giovane aveva scoperto la passione per la bicicletta proprio durante l’estate appena trascorsa in Maremma, a Marsiliana, dove aveva conosciuto il ciclista Massimiliano Lelli: con lui e con altri amanti del pedale aveva fatto chilometri. Un giovane buono, riservato, solare. Da piccolo veniva nel castello di famiglia per le vacanze, un’abitudine che gli era rimasta anche quando era cresciuto. Non era insolito trovarlo a parlare con i cacciatori durante le battute di caccia. Con loro si intratteneva amichevolmente, curioso di conoscere i segreti dell’arte venatoria. Amava le tradizioni e le attività portate avanti nell’azienda di famiglia. Ne era molto interessato tanto che aveva un ottimo rapporto con i dipendenti e con tutto il personale. Un ragazzo di venti anni che però aveva già chiaro il suo futuro anche in considerazione del nome che portava. A Filippo piaceva andare in bicicletta ma anche a cavallo. A ricordare il giovane Corsini è il parroco della chiesa di Marsiliana, don Stefano Angeloni. «Filippo era l’unico figlio maschio di Duccio, quindi l’unico tra tutti i Corsini a portare il cognome con discendenza diretta. Aveva il nome del nonno - dice don Stefano - che è ancora vivo. Lui e la famiglia - continua il sacerdote - abitano a San Casciano, qui a Marsiliana, nella tenuta di caccia della famiglia, ci abitano i nonni. Il ragazzo veniva a Natale, lo vedevo frequentemente alla messa con la famiglia - racconta don Angeloni - L’ultima volta che l’ho visto era gennaio perché è il mese in cui la famiglia organizza una grande cacciata e viene a Marsiliana accompagnata anche da altri nobili».
Il parroco ricorda Filippo come un ragazzo a posto, educatissimo, «si vedeva che - dice - aveva ricevuto un’impostazione severa, non aveva grilli per la testa. Per il cognome che portano, i Corsini non si vantano del titolo nobiliare, sono persone semplici, tutta la famiglia è così». Filippo Corsini è stato ricordato ieri durante la messa. Sono in molti gli abitanti di Marsiliana che lavorano nella tenuta e che hanno appreso della morte del ragazzo rimanendo senza parole. «Molti del borgo lo hanno visto crescere - dice don Stefano - È un’immensa tragedia. In questo momento nel quale la famiglia di Duccio e Clotilde viene sottoposta a una grande prova, tutta la nostra comunità - conclude il parroco - esprime vicinanza alla famiglia, ai genitori, ai nonni, alle sorelle e alle zie».
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