Gioco
Tutti insieme nel ricordo di Anita
Un gruppo di grossetani nati grazie alla levatrice si sono ritrovati
GROSSETO. Si sono ritrovati, ieri neonati urlanti ed esausti alla fine del travaglio, oggi sorridenti e pazienza per qualche capello bianco e qualche ruga. Sono i “figli” di Annita Ducci Sabatini, per tutti “Anita”, la storia levatrice di piazza Tripoli, scomparsa nel 1955, che ha fatto nascere centinaia di grossetani.
Qualcuno, tra di loro, si conosceva. Altri non si erano mai visti. Tutti però sono accomunati da questa donna. Sono state le sue mani a prenderli per la prima volta, appena partoriti. E mercoledì 26 ottobre, alle 18.30 nel negozio Bianchi in via Tripoli, si sono voluti ritrovare per ricordare con infinito affetto Anita e celebrarne la memoria.
L’iniziativa è stata dell’associazione Amici di piazza Tripoli. La storica levatrice operò dagli anni Trenta alla prima metà degli anni Cinquanta del secolo scorso ed è stata una donna esemplare. Sicura ed emancipata, decise di studiare e di lavorare, in un periodo difficile, riuscendo a lasciare un segno tangibile in tante famiglie.
Infaticabile, accorreva a tutte le ore del giorno e della notte per assistere le partorienti.
Nelle scorse settimane l’associazione aveva lanciato un appello, anche attraverso Il Tirreno, per chiamare a raccolta tutti gli uomini e le donne che Sabatini aveva fatto nascere.
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