Gioco
Approvata la variante “salva edilizia”
Grosseto, niente soglia minima per la conversione degli appartamenti delle Rta e aumenti di volumetrie una tantum
GROSSETO. Via il vincolo di superficie minima per la conversione di appartamenti di Rta in abitazioni vere e proprie, norme più snelle per cambiare di destinazione d’uso le strutture ricettive, possibilità di costruire autorimesse accanto a casa anche fuori terra. E, ancora: permesso di “alzare casa” costruendo un piano in più per gli edifici che non hanno valore storico e architettonico e, per quelli dal volume inferiore a 750 metri cubi, permesso di allargarli fino a 150 metri cubi. Aumenti di volume, infine, e cambi di destinazione d’uso per gli edifici a uso agricolo e no che si trovano in orti sociali e aree coltivabili.
L’assessorato all’Urbanistica del Comune di Grosseto eredita il Regolamento urbanistico, elaborato sotto la precedente amministrazione, e lo rivede dandogli una ritoccatina che strizza l’occhio alle imprese edili e si prefigge di ridare fiato al settore delle costruzioni, particolarmente colpito in questi anni.
Recependo le osservazioni dei cittadini – una trentina – arrivate nei due mesi successivi alla pubblicazione sul Burt della variante normativa al Regolamento (adottata il 19 aprile), l’assessorato all’Urbanistica, con a capo Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia) ha riscritto in parte la variante. E due giorni fa il consiglio comunale ha approvato il nuovo testo.
«Oltre alle osservazioni – spiega Rossi – ho incontrato tantissimi cittadini in questi mesi, come pure le associazioni di categoria, che mi hanno manifestato le loro esigenze».
L’esigenza raccolta dall’amministrazione è di far ripartire il comparto dell’edilizia. «Le gru torneranno a volteggiare sul cielo di Grosseto», ha detto ieri all’inizio della conferenza stampa il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, prima di lasciare la parola al suo assessore, che ha illustrato nel dettaglio i provvedimenti.
Tra le novità della variante, la riduzione delle quote relative al contributo di sostenibilità, delle superfici da cedere al Comune e della quota di superficie da destinare all’edilizia residenziale sociale, «perché a Grosseto c’è tanto invenduto», dice Rossi.
Eppure proprio nella direzione di avere in città nuovi appartamenti va una delle novità più importanti, che riguarda le Rta e le Cav, cioè quelle strutture a metà tra il condominio e l’albergo, che non sono case e vere proprie.
Già la precedente amministrazione aveva dato la possibilità a chi possiede una Rta di convertire una parte in appartamenti veri e propri. La nuova variante introduce, in più, la deroga alle superfici minime previste dall’articolo 81 del Regolamento. Insomma, i nuovi appartamenti ex Rta ed ex Cav potranno anche essere inferiori a 50 metri quadri nelle aree urbane e a 70 in territorio aperto.
La variante spiega che «il cambio di destinazione d’uso è ammesso solo nelle Utoe e nelle aree a prevalente funzione agricola, nel rispetto di quanto prescritto dalla pianificazione sovracomunale e dal Piano strutturale». Rossi, però, assicura che la variante si riferisce solo alle Rta della città. «Per il territorio aperto stiamo preparando un’altra variante», annuncia.
Un chiarimento anche sui cambi di destinazione d’uso dei manufatti esistenti negli orti sociali e nelle aree coltivabili. «In questo caso il cambio di destinazione d’uso non significa che la rimessa degli attrezzi potrà diventare una villetta», dice Rossi.
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