Il Tirreno

Grosseto

«Noi, su quel gommone»

«Noi, su quel gommone»

Il vigile del fuoco Franco De Angelis si riconosce, a remi in via de’ Lavatoi

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Terza tappa del lungo viaggio nella memoria organizzato dal Tirreno in occasione del cinquantesimo anniversario della grande piena dell’Ombrone. In edicola, oggi, anche il raccoglitore per custodire e conservare tutte le 21 schede della raccolta.

Un viaggio di foto e e parole, che invita chi c’era a ricordare e al tempo stesso racconta ai più giovani, a quelli nati dopo il 1966, a comprendere cosa accadde in quei terribili giorni di novembre. Le immagini della città ferita, accostate a quelle della città oggi, restituiscono la dimensione del disastro.

Oggi dunque dall’archivio dell’Agenzia Bf sortisce Campo Amiata, come si chiamava il grande vallo sotto le Mura prima di essere “pienato” per ospitare un parcheggio sotterraneo e poi intitolato ai caduti di Nassirya. Con la riapertura delle scuole, tra ottobre e novembre, per tradizione a Campo Amiata si insediava il Luna Park. Nella foto del novembre 1966 tutta la brutalità dell’alluvione: il Luna Park distrutto, solo la ruota panoramica a dominare su uno scenario di guerra.

Intanto i grossetani continuano a riconoscersi nelle foto che il Tirreno pubblica ormai da settimane. Franco De Angelis, vigile del fuoco, è tra coloro che “navigano” via de’ Lavatoi a bordo di un gommone. Era il 5 novembre, racconta De Angelis, e in quel gommone si trasportava una bara con la salma «di una persona anziana deceduta per morte naturale» due giorni prima. «I due vigili rematori che vengono ritratti in mutande – spiega De Angelis – lo sono perché dovettero salire al piano superiore dell’abitazione, dal quale calarono da un terrazzino con delle funi la bara».

De Angelis ha anche segnato sulla foto i numeri per dare un nome ai cinque sul gommone: il numero 1 è lui, il 2 è Lamberto China, il 3 Umberto Batignani, il 4 Impero Falini, il 5 Giuseppe Simoni. Batignani e Falini, precisa De Angelis, non ci sono più. Un’occasione per ricordare anche loro, “angeli” del fango di Grosseto.

Continuate a scriverci le vostre storie a ombrone1966@iltirreno.it.

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