Il Tirreno

Grosseto

«Mai pagato dal Comune». E si incatena

di Elisabetta Giorgi
«Mai pagato dal Comune». E si incatena

Un 73enne si lega con il lucchetto alla poltrona del presidente dell’assise. «Da dieci anni devo riscuotere 59.000 euro»

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GROSSETO. All’ora di pranzo si intrufola in municipio nel giorno in cui deve riunirsi il consiglio comunale, sale le scale e raggiunge il salone predestinato, tira fuori la catena e si lega coi lucchetti alla poltrona del presidente del consiglio comunale in attesa che arrivino i consiglieri ma soprattutto il sindaco. Chiede attenzione, reclama soldi «mai pagati dalla vecchia amministrazione in carica nel 2006». Il suo nome è Mario Calzolari, è di Marina di Grosseto, ha 73 anni e racconta d’essere disperato perché da 10 anni «il Comune mi deve 59.000 euro per un lavoro che ho fatto e non ha mai saldato. Ho protestato più volte in passato ma nessuno mi ha ascoltato, anzi sono sempre stato preso in giro da tutti perché mi dicevano “aspetta che se ne riparla”, e invece niente. Ma ora questi soldi li voglio, perché ne ho bisogno più che mai e la mia salute non mi permette più di aspettare oltre. Se il Comune non mi aiuta metterò una tenda in piazza e smetterò di mangiare e bere fino alla morte».

Slitta il consiglio. Il “fuoriprogramma” avviene ieri poco prima del consiglio comunale fissato per le 14,30 e in cui i punti all’ordine del giorno sono diversi. La gara per il servizio di Tesoreria, Iside, varie mozioni, regolamento urbanistico, aree Peep e quant’altro. Calzolari si è segnato debitamente la data e ha deciso di entrare in azione proprio in quest’occasione, pur di farsi notare e sottoporre all’attenzione pubblica il suo caso. Appena dopo le 14 raggiunge così il palazzo comunale e si dirige spedito al piano di sopra. «Era aperto - ci racconta - - Sono salito nella sala del consiglio comunale e mi sono seduto alla seggiola del presidente (Claudio Pacella, ndr), quindi ho tirato fuori la catena e mi sono legato coi lucchetti». Non appena scatta l’ora x e inizia ad arrivare gente, è lo stesso Pacella ad accorgersi del tutto. Entra nella sala del consiglio e trova quest’uomo seduto alla sua poltrona. Si avvicina e chiede spiegazioni. Intanto cominciano ad arrivare i consiglieri, uno a uno. Calzolari inizia così a raccontare la sua storia, e soprattutto chiede di poter parlare con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Il quale arriva poco dopo e si mette a parlare con lui.

Maxicredito. Nel febbraio del 2006, come racconta Mario, «il Comune mi chiamò per affidarmi i lavori di pulizia delle spiagge in modo che per Pasqua il litorale fosse presentabile ai primi turisti». L’impresa di Calzolari era la Mc, iniziali del suo nome e cognome. L’intervento sul litorale andava «dal Parco dell'Uccellina fino a Castiglione». L’importo pattuito era di 159 mila euro per 8 mesi, dal 1° marzo al 15 settembre. «A ottobre il Comune mi pagò 100.000 euro, mentre gli altri 59.300 euro non mi sono mai stati dati - sostiene - In dieci anni ho chiesto più volte che il lavoro mi fosse pagato, ma gli uffici e gli amministratori hanno saputo solo prendermi in giro». L’amministrazione cui Calzolari fa riferimento è quella all’epoca retta da Bellettini; pochi mesi dopo sarebbe subentrato Bonifazi e la faccenda si è trascinata anche lì, «sempre rimandata e mai sistemata, tante promesse e prese in giro senza soluzione».

32 consiglieri alla porta. Il sindaco ascolta queste parole insieme a Pacella, a porte chiuse. Nella sala consiliare c’è anche un figlio di Calzolari (titolare dela Garden Vivai), mentre 32 consiglieri sono tenuti fuori e il consiglio slitta di mezz’ora. Alla fine il sindaco si impegna a provare a risolvere la situazione. «Lunedì mattina - dice - incontrerò i dirigenti», e ci sarà lo stesso Calzolari. Le catene si aprono e Mario se ne torna a casa speranzoso. «Ritengo il sindaco una persona seria e spero risova tutto - dice - In caso contrario pianterò una tenda e smetterò di mangiare finché non sarò morto».

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