Il Tirreno

Grosseto

LA POLEMICA

"Frogetti e checche": un post scatena le proteste

di Alfredo Faetti
"Frogetti e checche": un post scatena le proteste

Il consigliere Tornusciolo (Fdi) toglie il testo dal web e spiega: "Non volevo offendere la comunità gay: mi riferivo a una persona specifica"

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GROSSETO. «Non c’è niente di omofobo» dice il consigliere, anche se scrivere “frogetti kekka farebbe pensare il contrario. «No, davvero: mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso dal mio post, ma voleva essere una satira politica riferita a una o due persone in particolare. L’ho scritto sulla mia pagina personale: è l’altra parte che ha fatto uno screenshot e l’ha messo in un gruppo pubblico per strumentalizzare. Non era riferito alla comunità gay».

Gino Tornusciolo, consigliere comunale di maggioranza, non ci sta a passare da omofobo e rivendica «il diritto a scrivere ciò che voglio nella mia pagina privata» senza preoccuparsi se «questo non piace ai radical chic». Per esempio scrivere un post su Fb con quanto sopra o pubblicare una foto del pugile Primo Carnera mentre fa il saluto romano. «Ho pubblicato la sua foto perché era l’anniversario del suo compleanno - precisa Tornusciolo - Un atleta che richiama valori a cui anch’io mi rivolgo». Ma il popolo del web non la pensa come il consigliere di Fratelli d’Italia e quando i suoi ultimi post (gay e Carnera) sono finiti sul gruppo pubblico “Cara Grosseto” una cascata di attacchi l’ha travolto. «Vergogna» si legge in uno degli oltre duecento commenti postati dagli utenti, mentre altri chiedono al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna di pretendere le sue scuse. «Io sono così - dice il consigliere - Non seguo il politically correct, sono diretto. Se a certa gente non piace fatti suoi».

Tornusciolo è stato il caso social della settimana. Presidente della commissione urbanistica, consigliere di Fdi sostenuto da Casa Pound, presidente della Deceris, in due giorni ha pubblicato sulla sua pagina personale di Fb due post che hanno fatto discutere non appena qualcuno ne ha fatto uno screenshot pubblicandolo in uno spazio accessibile a tutti. «Una polemica sterile e priva di contenuto: sono loro che vogliono strumentalizzare» dice Tornusciuolo. Loro: la sinistra. «Ma quando sono stato attaccato io non si è alzato un simile polverone, ci sono anche foto in cui vengo messo a testa all’ingiù», a mo’ di piazzale Loreto. Il primo post contestato esprime un concetto: meglio chi si mostra per quello che è anziché chi si muove alle spalle. Per esprimerlo Tornusciolo ha giocato su termini legati agli omosessuali. «Era un post di satira politica come se ne leggono molti negli ultimi tempi anche contro di me e in modo più pesante, ma era rivolto a una persona che ha capito benissimo». Chi? Lui non lo dice. «Mi dispiace se qualcuno si è offeso ma nulla di omofobo. Per me ognuno fa quel che vuole». Allo stesso tempo «non sento di dover chiedere scusa a nessuno perché non era riferito ad altre persone, figuriamoci a una comunità intera». Il secondo post, del 25 ottobre, è stato il saluto romano di Carnera. «Un campione italiano» dice Tornusciolo. Ma altri tuonano: «È inaccettabile un consigliere che inneggia al fascismo». Tornusciuolo ha tolto i due post dalla sua pagina lasciando un messaggio. «Vuoi vedere che quando uno diventa consigliere non ha più diritto di pensiero e parola?» Ed eccolo, il like del sindaco.

Intanto sulla questione intervengono i Giovani Democratici di Grosseto. "Abbiamo ancora negli occhi - scrivono - le belle immagini della manifestazione a sostegno del Ddl Cirinnà a Grosseto nel Marzo scorso, credevamo che i tempi fossero maturi per non vedere più appellativi denigratori verso chi vuole solo vivere la sua sessualità. Ci sbagliavamo. Oggi leggiamo che un rappresentante dell'amministrazione comunale di Grosseto, il presidente della Deceris, Gino Tornusciolo, non la pensa come noi, apostrofando in modo incivile chi non ha il suo stesso orientamento sessuale. Evidentemente ci eravamo illusi che lo svolgimento di una delle prime unioni civili rappresentasse un chiaro segnale. Così non era. La città di Grosseto e i suoi abitanti, di qualsiasi orientamento sessuale, non si meritano questo e ci rifiutiamo di credere che le affermazioni lette questi giorni possano rappresentare anche una piccola parte dei grossetani. Speriamo che i compagni di amministrazione del consigliere Tornusciolo la pensino come noi, per il rispetto della città e dei suoi abitanti che non meritano tutto questo. Ci aspettiamo quindi una presa di posizione chiara dell'amministrazione comunale per capire, davvero, da quale parte sta".

 

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