Toscana
Piscina chiusa, i nuotatori “migrano”
Tra ritardi e lavori di manutenzione la struttura del Campone è fuori uso. Il Pd chiede chiarimenti
MONTE ARGENTARIO. I ragazzi dell’Argentario Nuoto costretti a emigrare. Slitta ancora, tra ritardi e lavori di manutenzione, l’apertura della piscina comunale in via del Campone a Porto Santo Stefano. Non esiste ancora una data certa sul giorno in cui l’impianto tornerà fruibile, anche se la società sportiva che ha vinto la gara e che gestirà l’impianto, la Virtus Buonconvento, ha aperto nei giorni scorsi la segreteria negli uffici della struttura “I tre ragazzi”. A farne le spese in primis proprio gli atleti dell’Argentario Nuoto che, con le attività agonistiche alle porte, sono momentaneamente costretti a spostarsi altrove per prepararsi al meglio agli impegni di inizio stagione. Il presidente della società argentarina, Roberto Costanzo, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Dopo la richiesta di spazio acqua previsto dal capitolato - spiega - ci è stato comunicato che l’apertura non sarà per i primi di novembre ma dopo la metà del mese e, di conseguenza, avendo impegni agonistici per dicembre abbiamo chiesto spazi acqua alla piscina di Grosseto. Tutto questo sarà un grosso sacrificio, preferiremmo nuotare a Porto Santo Stefano per i nostri ragazzi e i genitori. Spero che la piscina riapra a breve. Vogliamo e pretendiamo solo il rispetto delle regole. Non stiamo facendo nessuna guerra, abbiamo perso una gara per una relazione sulla gestione che ci ha visti sconfitti nettamente 99 a 86. Io sostengo che le gare devono essere fatte e controllate per qualsiasi cosa pubblica. Noi, come Argentario Nuoto, sosteniamo che prima apre la piscina e meglio è, o forse non siamo neanche più una società agonistica che deve fare campionati e gare? Ognuno si assuma le proprie responsabilità».
Anche il Pd di Monte Argentario chiede chiarimenti all’amministrazione comunale. «La data stabilita del 15 ottobre è stata disattesa - dice - a quanto pare per la necessità di interventi strutturali che nel bando per l'assegnazione della gestione non erano stati indicati. Forse è mancata quella manutenzione ordinaria necessaria? Perché non sono mai stati destinati i finanziamenti adeguati alla struttura? Eppure dallo sperpero di soldi per la realizzazione della spiaggia in piazza ci sarebbero stati. Per la prima volta in 30 anni l’amministrazione ha privato i cittadini di un servizio importantissimo. Ci auguriamo che la piscina comunale possa tornare attiva al più presto».
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