Gioco
All’Aurelia Antica tra qualche timore e dosi di ottimismo
Dietro ai banconi silenzi ma anche tranquillità. La proprietaria: «Ognuno corre la sua corsa». Conad: «I clienti prima di tutto»
GROSSETO. Il sorriso di saluto al cliente si trasforma in una smorfia quando la persona che si presenta in negozio si rivela una giornalista. Non che la visita sia inaspettata. Fra ventiquattr’ore aprirà il nuovo centro commerciale Maremà, e qui, tra i negozianti del centro commerciale Aurelia Antica – 10.000 metri quadrati e 50 negozi compreso il Conad da 3.500 metri quadrati, aperto nel 2010 – c’è poca voglia di parlare. Qualcuno accenna un sorriso e alza le spalle, altri, a negozio vuoto, accampano cordiali scuse («ora devo lavorare»).
Molti, in realtà, non possono aprire bocca. La maggior parte dei cinquanta negozi sono punti vendita di grandi catene, con sedi in tutta Italia, e le persone che lavorano qui sono commessi e commesse, non autorizzati a rilasciare dichiarazioni.
A taccuino chiuso, però, la preoccupazione viene fuori. «Sì, il timore di un calo della clientela e delle vendite c’è», spiegano in uno dei punti vendita. «Vedremo», dicono in un altro. Eppure non tutti si danno per vinti. «Ci aspettiamo un calo all’inizio, magari dovuto all’effetto novità. Quello è fisiologico. Ma i conti si fanno a regime», dicono in un altro.
Chi invece sfoggia un bel sorriso sulle labbra anche alla vigilia di quello che si presenta come il maggiore concorrente sono le farmaciste della Farmacia Casalone. «Noi non siamo un negozio come un altro, diamo soprattutto un servizio a tutto il quartiere», spiega la dottoressa Cristina Nencini, che vi lavora con la dottoressa Carmen Ciespo. Anche al bar Vision il morale è alto. «I caffè e i pranzi veloci di chi lavora in zona verranno comunque consumati qui; la gente non andrà certo all’altro capo della città», spiega la barista.
Tra i negozi, strategie opposte portano comunque a morali alti. Intersport, ad esempio, ha un punto vendita anche al Commendone, con una diversa offerta. Più che temere la crisi punta a nuove opportunità.
Marina Militare, al contrario, ha il suo unico punto vendita qui all’Aurelia Antica e su questa esclusiva conta di attirare clienti. «Chi vuole i nostri prodotti non può che venire qui», è la filosofia.
Da imprenditrice navigata, la proprietaria dell’Aurelia Antica, Stefania Ricci, guarda al Commendone come a uno stimolo in più per il proprio lavoro. «Noi non siamo contro nessuno, sono del parere che ognuno corre la propria corsa, fa il proprio lavoro. La posizione di monopolio è comodissima ma anche limitante. Il mondo è grande e auguro a Maremà buon lavoro».
Tanto che l’Aurelia Antica sta continuando a investire e ad ampliare la propria offerta. I due immobili che si trovano tra le due corsie della provinciale, infatti, sono in fase di restauro, in attesa che sia definita una nuova operazione commerciale. Prosegue inoltre il progetto, già annunciato quest’estate, di realizzare un cinema.
Stessa atmosfera da Conad. «Affrontiamo questa nuova apertura nella massima serenità e per quanto ci riguarda continueremo a confrontarci con il territorio come abbiamo sempre fatto, a fidelizzare i nostri clienti e ad andare incontro alle loro necessità», dice Paolo Degli Innocenti, direttore di Conad. «Il rapporto costruito con il territorio e la comunità in questi anni è solido e ben radicato, per cui la concorrenza può solo stimolarci a fare ancora meglio. Anzi colgo l’occasione per ricordare che Conad è a disposizione e che, con i nostri punti di vendita e con il nostro insostituibile personale, l’obiettivo è di essere al servizio del cliente e del cittadino».
Quanto alle paure dei commercianti del centro, «le comprendiamo solo in parte – dice – perché crediamo che i centri cittadini continueranno sempre ad avere un ruolo fondamentale di aggregazione sociale».
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