Il Tirreno

Grosseto

L’ultimo saluto a mister Armellini

L’ultimo saluto a mister Armellini

Angelo era stato lo storico allenatore della Castiglionese. Aveva anche fondato il Centro sociale

2 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Si è spento ad 81 anni Angelo Armellini, per tutti lo storico allenatore che portò la Castiglionese a giocare per la prima volta nel campionato di Promozione nel 1975-76, e poi fra i fondatori del Centro sociale.

La famiglia è sempre stata un punto di riferimento e Angelo, per tutti anche Angiolino, era uno di quei personaggi che ne hanno fatto parte in prima persona. Fin da ragazzo la passione per il calcio lo portò a giocare anche per il Siena. Ma fu con la squadra del suo paese, e la nascita dello stadio poi intitolato a Irio Valdrighi, che Armellini si distinse. Prima come calciatore, dal fisico statuario e con il nerbo di chi non tira mai indietro la gamba, terzino o mediano, con oltre sessanta presenze, quando i campionati di Seconda o Prima erano composti anche da 10 squadre (fine anni Cinquanta inizio anni Sessanta) e gli undici si chiamavano Ponsacco, Cecina Massetana o Orbetello. E poi in seguito allenando soprattutto generazioni di ragazzini, arrivando dopo uno dei suoi mentori Dario Ciacci, alla squadra maggiore. Proprio al termine del campionato 1975-76 ci fu un ripescaggio quasi inaspettato: i rossoblù si piazzarono quinti (torneo vinto dal Fucecchio), ma grazie alla rivoluzione dei gironi la società non si fece scappare la possibilità di salire nell’agognata Promozione, con Angelo che rimase in sella fino alla fine del girone d’andata. Poi la creazione del Centro sociale, con Armellini diventato di fatto il presidente. Da alcuni anni il trasferimento insieme alla moglie Marcella a Grosseto, per stare più vicino ai figli Marino e Anna. I funerali stamani alle 11,30 nel salone San Francesco della chiesa Santa Maria Goretti.

Enrico Giovannelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web