La protesta
Esondazioni, appello per dragare l’Orcia
Circa 20 chilometri a rischio, i sindaci di quattro comuni chiedono alla Regione di intervenire per prevenire i danni
CASTEL DEL PIANO. Il fiume Orcia va dragato e gestito in modo che, in caso di piena, non arrechi danno ai territori. Lo chiedono i sindaci di Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico e Montalcino che scrivono al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e agli assessori perché si affronti subito il problema.
«Le associazioni di categoria del mondo agricolo delle province di Grosseto e Siena, importanti produttori delle aziende del Brunello e del Montecucco, e i produttori olivicoli – spiegano i sindaci – hanno avuto modo di rappresentarci le trasformazioni subite dal letto del fiume e i rilevanti danni causati in occasioni di irruenti temporali e ondate di piena».
Il fiume, insomma, è invecchiato rapidamente, poiché «ormai da decenni – rammentano i sindaci – non è consentito ripulirlo dai detriti».
I sindaci richiamano anche il fatto che la nuova fase aperta col Consorzio di Bonifica di area vasta può consentire oggi di affrontare concretamente il problema della gestione del fiume e hanno elaborato un documento che poi sotto forma di mozione è approvato nei consigli comunali: in alcuni è stato approvato, in altri e in fase di approvazione.
Il documento richiama la legge regionale 80 del 2015 che detta norme in difesa di suolo, tutela risorse idriche e abitanti costieri e stabilisce che tutte le relative funzioni sono conferite alla Regione.
Il documento illustra poi la configurazione dell’Orcia, «un corso d’acqua a regime torrentizio – si legge – con un accentuato andamento meandriforme soprattutto nel tratto vallivo che va dalla sua confluenza con il fiume Ombrone alla località stazione del Monte Amiata per circa 20 chilometri», nei territori di Montalcino, Cinigiano, Civitella Paganico, Castel del Piano.
«Proprio in questo tratto – specificano i sindaci – si riscontrano problemi idraulici, con formazione di estesi depositi di inerti in alveo, riduzione delle pendenze di fondo e trasformazione dei meandri che erodono le sponde».
Si è creato pure un alveo intrecciato con rami secondari, una vegetazione stabile in alveo che aumenta i fenomeni di esondazione. Una situazione che danneggia l’economia in loco basata sulle produzioni agricole di grande pregio, prima fra tutte quella viti-vinicola con le Docg del Brunello e del Montecucco e quella olivicola. Ma non solo.
In zona c'è anche un crossodromo «che proprio di recente – specificano i quattro sindaci – ha ottenuto un’omologazione dalla Federazione per entrare nel novero ristretto dei circuiti per competizioni internazionali e rappresenta un valore aggiunto per il territorio».
I sindaci ritengono dunque «di fondamentale importanza» progettare, finanziare e realizzare un intervento di sistemazione idraulica. E giudicano «imprescindibile» il coinvolgimento della Regione sia per garantire il finanziamento, sia per il supporto tecnico».
Chiedono quindi un urgente incontro in Regione.
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