Gioco
Cinquant’anni in un colpo d’occhio
È partito il viaggio tra foto e parole: domani la seconda scheda
di EMILIO GUARIGLIA
Il viaggio nel tempo, tra passato e presente, è cominciato. Chi oggi acquista il Tirreno in edicola riceve in regalo la prima delle 21 schede da collezionare: ogni giorno (esclusa la domenica) due foto che raccontano la città nel novembre del 1966 e la città oggi. Foto scattate, nel 1966 come nel 2016, dall’Agenzia Bf: cinquant’anni fa i fondatori dell’Agenzia, . Mario Bernieri e Antonio Ferrari, si lanciarono nel fango e salirono sugli elicotteri per documentare l’incredibile e costruire il più vasto e straordinario archivio di immagini della grande piena; cinquant’anni dopo gli “eredi” della loro attività, Davide Ferrari e Maurizio Mainetti, riaprono l’archivio e tornano in quegli stessi luoghi per fermarli oggi, alla luce del nuovo millennio. Un confronto spesso sbalorditivo, che in un solo colpo d’occhio rende ai più giovani la misura “inconcepibile” del disastro e a chi c’era l’emozione di un passato ancora vivo nella carne e nell’anima.
A corredo delle immagini, dei brevissimi testi. Sono frammenti di testimonianze di chi c’era, collegate al luogo delle foto a una suggestione della foto stessa. Le testimonianze le ha raccolte il poeta grossetano Luca Bonelli, che nel novembre del 1966 aveva tre anni, sintetizzandole in “piccoli lampi” nei quali resistono volutamente marcati il “lessico familiare”, l’accento maremmano, il pudore e i tempi sospesi della memoria narrata.
La prima doppia immagine, quella in edicola oggi, è di Porta Corsica: un simbolo, quello dell’ingresso – tragico e trionfale – dell’Ombrone nel cuore della città. Ricordano quegli istanti le sorelle Laura e Silvia Cutini, che a ridosso di Porta Corsica abitavano.
Domani invece la seconda tappa ci condurrà all’altro varco nelle Mura: quello di piazza del Sale, Porta Vecchia, dalla quale si riversò – distruggendo ogni cosa – la massima furia dell’Ombrone che saliva dalle Quattro Strade e da via de’ Barberi.
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