Gioco
Un postino per 80 km: parte la petizione
A Santa Fiora e Roccalbegna mancano tre dei quattro portalettere: l’unico rimasto deve affrontare un viaggio di oltre 2 ore
SANTA FIORA. I cittadini di Santa Fiora, Bagnore e Selva si attrezzano e raccolgono firme perché sia ripristinato il servizio di consegna della posta nei rispettivi borghi. I residenti di Roccalbegna, Cana e Vallerona fanno lo stesso. Alzano le barricate anche il primo cittadino di Santa Fiora, Federico Balocchi e la minoranza santafiorese capitanata da Riccardo Ciaffarafà, e il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli chiede che il servizio postale per le due frazioni rocchigiane, Cana e Vallerona, sia ripristinato quanto prima.
L’allarme che ci sia molto che non funziona nella distribuzione della corrispondenza l’ha dato il segretario provinciale di Confsal, Doriano Orlandini. Nei giorni scorsi ha denunciato il fatto che nelle ultime due settimane dei quattro postini previsti nell’ufficio postale di Santa Fiora e incaricati di consegnare le corrispondenze ai cittadini di Santa Fiora, Selva, Bagnore, Cana, Vallerona, ne mancano ben tre. L’unico che è rimasto a operare in piena solitudine deve fare il lavoro di quattro persone.
In tutto, cartina alla mano (immagine a destra), il portalettere dovrebbe fare ogni giorno quasi 80 chilometri di curve toruose su per le strade non sempre ben tenute della montagna, impiegando, solo per gli spostamenti da un luogo di lavoro all’altro, oltre due ore. Impossibile arrivare in tempo a tutte le cassette postali.
Da qui i ritardi nella consegna della corrispondenza che i quasi quaranta firmatari santafioresi raccontano senza giri di parole ai sindaci e alle Poste Italiane di Firenze nella lettera di accompagnamento alla propria petizione. Dalla lettera si scopre anche che il fenomeno si protrae disordinatamente da alcuni mesi almeno.
«La corrispondenza – scrivono i cittadini – viene recapitata a singhiozzo, un giorno sì e tre no. Da informazioni raccolte non ci risulta ancora che il servizio recapito sia stato mutato a giorni alterni, come tanto si sente e si legge. In particolare nelle frazioni di Bagnolo e Marroneto non abbiamo più un portalettere fisso e di fiducia, ogni tanto compare qualche figura per poi sparire nuovamente e le conseguenze si evidenziano in un servizio pubblico insopportabile».
I cittadini non ne possono più di raccomandate consegnate in ritardo, bollette che arrivano già scadute, notizie personali che viaggiano su lettere e cartoline e impiegano tempi biblici.
«Invitiamo sindaco e direzione a porre rimedio a tale situazione – dicono –. Non capiamo come la dirigenza postale e i responsabili locali possono essere fieri di tutto ciò».
Dello stesso tenore, riferita al proprio territorio, la petizione rocchigiana.
Intanto, a fronte di questa situazione che ha visto finora un solo postino impegnato su un territorio vastissimo che si estende per chilometri, su strade tortuose e dissestate, fonti vicine alle Poste spiegano che l’azienda avrebbe impegnato cinque unità spostate da Castel del Piano su Santa Fiora per smaltire la moltissima posta inevasa che pare abbia 20 giorni di ritardo. Con la conseguenza che è rimasto scoperto Castel del Piano.
La situazione è davvero tremenda, perché durante l’estate quattro postini si sarebbero dovuti addirittura dividere fra loro una sola automobile per fare il servizio di recapito posta. Circostanze che non è stato possibile verificare, poiché la società nei giorni scorsi ha fatto sapere di non voler commentare la vicenda.
I cittadini, nella petizione, alludono anche al fatto che la situazione non dovrebbe essere così drammatica, visto che ancora la posta non è recapitata a giorni alterni, come, invece, pare, sarà a breve.
È freschissima la notizia, poi, che al momento, l’unico postino rimasto dei quattro, sta lavorando solo nella propria zona e i rinforzi coprono i buchi a Santa Fiora, Castel del Piano e Arcidosso. Insomma, una grande confusione.
Ma la situazione Poste non è calda solo in Amiata. Il 4 novembre ci sarà uno sciopero generale indetto da tutte le sigle sindacali eccetto Uilpost contro quella che gli scioperanti definiscono la “svendita di Poste” a un gruppo cinese.
Questa è, per lo meno, l’accusa della Sip Cisl che proclama lo sciopero generale, affermando anche che «la qualità del servizio è in caduta libera», e che l’utenza è inferocita, perché arrivano bollette scadute.
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