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«Stoppare la raccolta spinta è una scelta sbagliata»
GROSSETO. «Interrompere adesso la raccolta porta a porta è una scelta sbagliata». Anche Legambiente reagisce all’annuncio dell’assessora all’Ambiente Simona Petrucci che il Comune di Grosseto...
GROSSETO. «Interrompere adesso la raccolta porta a porta è una scelta sbagliata». Anche Legambiente reagisce all’annuncio dell’assessora all’Ambiente Simona Petrucci che il Comune di Grosseto abbandonerà la raccolta dei rifiuti porta a porta. «La raccolta differenziata spinta dei rifiuti, porta a porta in primis, rappresenta la strategia e l’obiettivo principale da perseguire per la Maremma, e proprio per questo non solo non va interrotta bensì estesa a tutta la città», dice l’associazione.
Legambiente è d’accordo con l’assessora quando sostiene che attualmente il sistema di raccolta differenzia non funziona a Grosseto, né dal punto di vista della quantità né della qualità, «proprio perché – dice Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – l’esperienza pilota dei quartieri di Barbanella e Gorarella è stata mantenuta troppo a lungo senza estenderla a tutta la città. Siamo altrettanto convinti che occorra pianificare un sistema di raccolta differenziata spinta per tutta l’area urbana, estendendo anche la raccolta dell’organico dove ancora non è presente, aumentando l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini e cercando di raggiungere tutti. Questa strada permetterebbe di raggiungere in tempi brevi obiettivi strategici e virtuosi (70% di raccolta differenziata al 2020), con benefici economici, ecologici e con lo sviluppo di una filiera del riciclo con importanti ricadute anche in termini occupazionali. L’obiettivo è infatti quello di ridurre la quantità di rifiuti da avviare a smaltimento e di abbassare i costi, oltre a favorire il riciclo e il riutilizzo dei rifiuti».
Legambiente accoglie invece con favore il ritorno della pulizia stradale meccanica con divieto di sosta: permette, dice l’associazione, una pulizia più capillare della città, diminuendo anche i piccoli rifiuti che finiscono nelle fogne.
I cassonetti stradali, anche se provvisti di lettore di tessera magnetica, «peggiorano il decoro stradale per colpa dei rifiuti abbandonati – dice Legambiente – e portano a risultati non eclatanti dal punto di vista della qualità del rifiuto da avviare a riciclo, con implicazioni significative anche sull’economia dell’intero sistema. Puntiamo subito in alto e pianifichiamo per l’intera città un sistema di raccolta differenziata spinta». Legambiente vede nell’informazione, nella consapevolezza, nella disponibilità e nella dedizione da parte dei cittadini i cardini del sistema e guarda ad Ancona, Benevento, Salerno, Andria e Cosenza come a esempi di città che in poco tempo hanno raggiunto gli obiettivi.
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