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Francobolli con allucinogeni scovati dal cane antidroga

Pierluigi Sposato
Francobolli con allucinogeni scovati dal cane antidroga

Iniziato il processo al medico del 118 all’epoca arrestato dalla guardia di finanza. Il pacco sospetto era stato fiutato all’ufficio postale

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ORBETELLO. Il fiuto di Opy si era messo in allarme quando i militari della guardia di finanza avevano fatto ispezionare al loro cane un pacco all’ufficio postale di Orbetello: lì dentro c’era droga. Quanta esattamente non era dato sapere, ma c’era droga. Così il pacco era stato seguito, come se fosse stata una normale consegna (ma in questo caso i postini erano i militari), fino all’indirizzo del destinatario. E quando questi aveva aperto il pacco, era scattato l’arresto, unitamente alla detenzione domiciliare.

Dopo la convalida e la liberazione (gennaio 2015), si è aperto il processo nei confronti di Valerio Borrini, 35 anni, genovese, medico all’epoca in servizio al 118. È accusato di detenzione ai fini di spaccio di 73 francobolli delle dimensioni 8 per 8 millimetri, con supporto intriso di Lsd, un potente allucinogeno. All’uomo gli uomini del nucleo mobile della Tenenza di Orbetello avevano sequestrato anche 2 bustine autosigillanti contenenti mezzo grammo di Mdma. La sostituta procuratrice Laura D’Amelio ha qualificato la detenzione come fatto di lieve entità, anche in relazione a qualità e quantità, ma il processo è stato comunque avviato. Ed è entrato nel vivo.

Ha parlato il sottufficiale delle fiamme gialle che si era occupato dell’operazione. Che, nel settembre precedente, avrebbe avuto un prologo similare: l’aeroporto di Milano Linate aveva segnalato nel settembre precedente una spedizione similare allo stesso indirizzo. Ma davanti al giudice Gian Marco De Vincenzi si è parlato solo dell’episodio del gennaio 2015 contestato dal viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi. Il sottufficiale ha risposto alle domande che hanno voluto far luce sulle modalità di individuazione del pacco sospetto e sul momento in cui era avvenuta la consegna. Ha spiegato, rispondendo anche al difensore Patrizia Fabiani, che la guardia di finanza aveva avuto certezza che fosse proprio il medico il destinatario del pacco, anche perché questi aveva dimostrato di attenderlo. L’abitazione era quella della convivente. Le fiamme gialle, aperto il pacco alla presenza di Borrini, avevano anche proceduto alla perquisizione dei locali, non trovando comunque nulla.

Francobolli (all’epoca era stato stimato che potevano esserne ricavate 292 dosi) e bustine (8 dosi) erano stati sequestrati e consegnati al laboratorio di analisi dei carabinieri per l’accertamento del principio attivo. I risultati delle analisi sono stati acquisiti in udienza senza che fosse necessario sentire il maresciallo incaricato. Il procedimento non è terminato: è stato aggiornato a maggio per la conclusione.

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