Toscana
Crisi del grano, Cia protesta con un presidio sul raccordo
GROSSETO. Cia Toscana organizza oggi un ennesimo presidio, stavolta all’uscita del raccordo Siena-Bettolle, per protestare contro la crisi del grano. Enrico Rabazzi, vicepresidente regionale e...
GROSSETO. Cia Toscana organizza oggi un ennesimo presidio, stavolta all’uscita del raccordo Siena-Bettolle, per protestare contro la crisi del grano.
Enrico Rabazzi, vicepresidente regionale e presidente grossetano della Cia, torna a parlare di uno dei temi caldi del settore e tranquillizza coloro che temevano che l’associazione avesse abbandonato la questione. «Il nostro impegno per una giusta remunerazione per i cerealicoltori da una parte e per garantire grano salutare ai consumatori dall’altra – precisa Rabazzi – parte da lontano. Abbiamo fatto incontri con la politica, con gli industriali della pasta con i consumatori, abbiamo fatto convegni e incontri. Quest’estate in collaborazione con Agrinsieme, Cia Toscana ha organizzato un presidio proprio a Grosseto contro la caduta libera del prezzo del grano e contro l’arrivo e l’uso di grano dalla dubbia salubrità. Hanno fatto seguito iniziative come quella di Pisa, organizzata a fine settembre da Cia Toscana per parlare di crisi del grano e sana alimentazione».
La Cia ha accolto positivamente le azioni del ministero presentate alla filiera con il fondo da 10 milioni di euro inserito nel decreto legge enti locali. Tuttavia la strada è ancora lunga e in salita.
Per questo oggi si terrà il presidio sulla Siena-Bettolle. Contemporaneamente a Roma la Cia ha organizzato una giornata dedicata al settore cerealicolo. «Vogliamo interventi e risposte urgenti – dice Rabazzi – è necessario che il prezzo del grano torni almeno ai 30 euro al quintale cifra minima per poter continuare a lavorare; chiediamo contratti di filiera seri che garantiscano la ridistribuzione dei guadagni e pretendiamo che venga indicata la provenienza del grano».
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