Il Tirreno

Grosseto

Tornerà il divieto di sosta per le auto per spazzare le strade

Non solo torneranno i bidoni sulle strade, ma torneranno anche i cartelli di divieto di sosta temporaneo per lo spazzamento. Anche qui l’azione della nuova assessora all’Ambiente e al ciclo rifiuti...

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Non solo torneranno i bidoni sulle strade, ma torneranno anche i cartelli di divieto di sosta temporaneo per lo spazzamento. Anche qui l’azione della nuova assessora all’Ambiente e al ciclo rifiuti del Comune di Grosseto, Simona Petrucci, è orientata al passato. Il motivo, di nuovo, sono i costi superiori dell’attuale pulizia semimanuale rispetto a quella con la spazzatrice. Ad oggi, infatti, le strade vengono pulite così: uno o più operatori a piedi con la saggina o con il soffione spalleggiato tolgono lo sporco da marciapiedi e da sotto le auto e lo buttano in strada; un collega a bordo di una spazzatrice passa dalla strada, aspira lo sporco e lava. Così non è necessario spostare le auto. Però, per i Comuni, e quindi per i cittadini che pagano la Tari, ci sono tre stipendi da pagare, invece che uno solo. Oltre a questo ci sarebbero storture nel servizio. «Ad oggi il Comune di Grosseto paga 3 milioni di euro per lo spazzamento ma alcune strade e piazzali, i parcheggi, le strade nei parchi, i sottopassi delle Mura non sono nemmeno ricompresi nel servizio – spiega Petrucci –. Ora per spazzare queste aree dobbiamo chiedere un servizio extra, che paghiamo in più. Perciò è necessario rivedere lo stradario e ogni singolo tratto in modo da avere un servizio migliore e spendere meno». Un esempio su tutti: via Bruno Buozzi, vicino a piazza Fratelli Rosselli. «Abbiamo calcolato che solo in questa via possiamo risparmiare 16 metri – spiega Petrucci –. Moltiplicato per tutte le strade di Grosseto si arriva a un bel risparmio». Quanto alla pulizia manuale, Petrucci nutre dubbi anche sul risultato. «Sotto le auto rimane sempre un po’di sporco. L’unico metodo è tornare a mettere il divieto di sosta per le ore necessarie alla pulizia», dice. Si tornerà, insomma, a doversi ricordare il giorno in cui non si potrà lasciare l’auto sotto casa. Inutile negarlo, un disagio per i cittadini. «Sì – ammette Petrucci – ma penseremo a orari comodi a seconda delle aree. La penseremo bene, faremo delle prove, delle giornate tipo e almeno un anno di monitoraggio». (f.f.)

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