Il Tirreno

Grosseto

la riforma sanitaria

Termine chiede unità e attenzione ai piccoli centri

Termine chiede unità e attenzione ai piccoli centri

MONTEROTONDO MARITTIMO. La riforma sanitaria in studio alla Regione deve essere concertata con tutti i territori. Lo dice senza utilizzare mezze misure Giacomo Termine, presidente della Conferenza...

2 MINUTI DI LETTURA





La riforma sanitaria in studio alla Regione deve essere concertata con tutti i territori. Lo dice senza utilizzare mezze misure Giacomo Termine, presidente della Conferenza dei sindaci. «L’obiettivo in Toscana è assicurare ad ogni singolo cittadino prestazioni eque, che rispondano ai bisogni e alle proprie capacità, ed indifferenziate, con riferimento alle caratteristiche del territorio e alle modalità di gestione - spiega - La nuova zonizzazione nasce anche per ottimizzare le risorse per il benessere delle comunità, monitorare la spesa territoriale, avere una percezione tempestiva dei mutamenti sociali delle comunità. Oggi da parte dei territori sono necessarie proposte non proteste». È questa la risposta del sindaco di Monterotondo Marittimo ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna, giudicata «una litania lamentosa priva di proposte e, soprattutto, di prospettive».

La parola d’ordine per Termine è infatti condivisione. «L’assetto della sanità, in Toscana e nei nostri territori, non ha bisogno di “sindaci vittime” e neppure di “sindaci eroi”, si fonda su un'idea che ricerca la propria forza nella condivisione e non nella separazione tra espressioni della politica, nella partecipazione e condivisione dei cittadini. La buona sanità è e dovrà essere frutto di un sistema di servizi socio sanitari da programmare insieme senza inutili e superficiali contrapposizioni».

L'organizzazione attuale in provincia di Grosseto deve tenere conto del forte peso baricentrico del capoluogo sia dal punto di vista dei servizi che della popolazione. «I criteri applicati sono chiari - aggiunge - attenzione alle zone disagiate, di confine, montane, alla loro identità territoriale, alle esperienze socio-sanitarie maturate e consolidate, al rapporto fra dimensioni elevate del territorio e scarsa densità abitativa. Le nuove zone nascono rispettando questi criteri e nell'ottica di un miglioramento dei servizi che superi il limite storico delle Società della Salute, vogliono migliorare la capacità di programmare su un'area più vasta aumentando i servizi. Sarà questa un modello organizzativo che farà risparmiare e arricchirà le prestazioni sanitarie per la popolazione».

Un percorso non facile e che avrà anche bisogno di un’accelerata. «È un percorso che i sindaci dovranno fare tutti insieme e la Regione dovrà procedere presto a concludere il processo di riforma - dice ancora - La riforma sanitaria, va ben oltre ogni schieramento, e, sono convinto, ci condurrà a traguardi di eccellenza nei servizi sanitari locali che prima non avremmo potuto ottenere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore