La protesta
Pd, Daviddi torna presidente dei garanti
Il presidente si era dimesso per screzi con il segretario Simiani, ma la commissione gli conferma fiducia
GROSSETO. La commissione di garanzia del Pd grossetano si è di nuovo riunita due giorni fa per esaminare le dimissioni del presidente Roberto Daviddi: ascoltarlo, prendere atto della decisione e stabilire un percorso per riattivare l’organismo.
Daviddi si era dimesso a seguito di quella che aveva ritenuto un’ingerenza del segretario Marco Simiani a seguito della pubblicazione sul Tirreno della determina sul caso Roberto Valente, di cui Simiani aveva chiesto l’espulsione.
La riunione era stata convocata dal presidente dimissionario anche a seguito di una nota del garante Giuseppe Bacci in cui si esprimevano considerazioni sul metodo di lavoro della commissione e sulle modalità di nomina dei suoi membri.
È stato un passaggio che ha permesso di chiarire cosa fosse accaduto tra Simiani e Daviddi in quella telefonata che innescò le dimissioni di quest’ultimo. Daviddi ha relazionato su motivi e circostanze che avevano determinato la decisione del 9 ottobre, esprimendo anche valutazioni sulle attività e sul ruolo della commissione. Al termine, all’unanimità, è stato condiviso di chiedere a Daviddi di ritirare le dimissioni. E così è stato. I colleghi garanti hanno tutti sottolineato la validità dell’attività svolta fino a oggi dalla commissione di garanzia del Pd, portando come esempio le puntuali determinazioni assunte su diversi casi spinosi. Non ultimo quello di Fausto Bandinelli e Davide Moroni, espulsi dal partito ad agosto.
La commissione, quindi, continuerà a lavorare con serenità, «sperando che nel frattempo il Partito democratico superi questa fase di tensioni fra le diverse sensibilità variamente organizzate all'interno del partito, tensioni acuite nella fase post elettorale».
Daviddi ha ribadito il ruolo di vigilanza a cui è chiamata la commissione, in particolare sulla corretta applicazione e sul rispetto, da parte degli iscritti e degli organi del Pd, dello statuto e del codice etico.
Ha poi ricordato che, in caso di non accettazione o palese contrarietà, le decisioni deliberate possono essere impugnate ricorrendo alla commissione di garanzia regionale. I garanti, in una nota inviata ai vertici degli organismi, hanno infine ribadito la necessità di esercitare il buon senso nello «stare e fare vita politica» nel Pd, così da evitare strumentalizzazioni che indeboliscono il partito. Daviddi, a margine, ha espresso «rinnovata fiducia nella commissione e nel partito». Anche Simiani si era augurato da subito un ripensamento in questo senso. (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
