Gioco
Sfollati o in fila per una razione Come fossero giorni di guerra
Centinaia di sfollati, migliaia di persone che avevano bisogno di tutto. Di acqua e cibo, certo, ma anche di conforto e calore per affrontare il dramma che stavano vivendo. Dall’archivio...
Centinaia di sfollati, migliaia di persone che avevano bisogno di tutto. Di acqua e cibo, certo, ma anche di conforto e calore per affrontare il dramma che stavano vivendo.
Dall’archivio fotografico dell’Agenzia Bf spuntano le immagini di una Grosseto che appare una città in guerra. Persone in coda per una razione di cibo, uomini, donne e bambini riscaldati dalle coperte dell’esercito, con le ossa ancora inzuppate d’acqua.
Una settimana fa il Tirreno ha pubblicato una di queste fotografie (quella sopra il titolo principale) e qualcuno in quella foto ci si è riconosciuto: Roberto Rossi, che ci ha contattati e ha raccontato la sua storia.
Un altro piccolo tassello a comporre il grande mosaico della memoria, quella memoria collettiva che cinquant’anni dopo – a Grosseto – ancora è vivissima in chi c’era.
Anche oggi pubblichiamo alcune foto, altre immagini di sfollati o di distribuzione di aiuti. E anche oggi, come sempre, invitiamo chiunque si riconosca in queste foto, o ci riconosca un luogo, un oggetto, una storia, a scriverci e a ricordare. Ogni storia sarà pubblicata e servirà a costruire un pezzetto di un più grande archivio della memoria “popolare” da consegnare al futuro.
Un modo per dare concretezza al rito delle celebrazioni rituali che si preparano in vista del cinquantesimo anniversario dell’alluvione a Grosseto. Un modo per ribadire che dietro alle tragedie – le guerre, i terremoti, le alluvioni – non ci sono solo numeri e parole, ma anche e soprattutto esseri umani, vite, comunità.
E allora scrivete una mail a ombrone1966@grosseto.it e raccontate...
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