La protesta
Marras: «Troviamo i responsabili»
Appello del capogruppo toscano Pd a fornire testimonianze utili
GROSSETO. Suscita reazioni la notizia di due ibis colpiti in Maremma durante il loro volo migratorio.
Il politico. Una dura condanna nei confronti dei responsabili degli spari contro gli esemplari di ibis eremita arriva dal consigliere regionale Leonardo Marras: «L’ibis eremita – commenta Marras – è una specie che ha problemi di conservazione. La notizia che due esemplari sono stati abbattuti in Maremma è davvero deprimente, perché questi fatti gettano discredito sulla funzione sociale e di tutela dell’ambiente che la caccia svolge. Soprattutto nel nostro territorio. Mi aspetto quindi una reazione di sdegno dal mondo venatorio e di collaborazione con gli inquirenti per giungere all’identificazione dei responsabili di questi reati. Peraltro il progetto di ripopolamento dell’ibis coinvolge da protagonista il nostro territorio e ne dobbiamo essere orgogliosi. Occorre rafforzare i controlli contro il bracconaggio. È importante infine distinguere tra cacciatori e bracconieri, perché altrimenti è come mettere sullo stesso piano chi guida la macchina e i pirati della strada».
Il tecnico. Commenta la notizia anche il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, alla guida del parco nazionale dell’Arcipelago toscano. «Ritengo – attacca Sammuri – che episodi di cronaca di questo tipo siano molto gravi. Per quanto riguarda la mia esperienza diretta in un progetto simile, quello di reintroduzione del falco pescatore, posso dire che in provincia di Grosseto i nostri falchi non sono mai stati colpiti. In oltre dieci anni abbiamo avuto solo due morti per piombo su falchi monitorati con gps: uno in Sardegna e l’altro a Malta. Oggi peraltro esistono metodi e tecniche innovative, misure contro la caccia illegale, che si applicano indistintamente su svariati progetti di conservazione. Purtroppo gli sconsiderati ci sono in tutte le categorie. Saranno le associazioni venatorie le prime a stigmatizzare simili comportamenti».
Il cacciatore Parla, infine, Francesco Rustici, presidente di Arci Caccia. «La notizia dello spiacevole episodio dell’abbattimento di esemplari di ibis viene accolta dal mondo venatorio con rammarico e indignazione. Non si tratta solamente di condannare un atto dissennato, che rischia di infangare la categoria dei cacciatori, quanto piuttosto di sottolineare l’assoluta contrapposizione tra un simile episodio e il ruolo e l’attività del cacciatore nel nostro territorio. Da molti anni ormai, e specialmente in Maremma, il cacciatore è un soggetto necessario per la tutela e la gestione dell’ambiente e sente su di sé questa responsabilità. Il delinquente sparatore (e non cacciatore) ha compiuto un atto stupido e scellerato, che risulta lesivo nei confronti dei cacciatori in quanto categoria, ma anche e soprattutto nei confronti dei cacciatori come cittadini. Ci auguriamo che il responsabile venga individuato e ne paghi le conseguenze». (g.b.)
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