Toscana
Il pullman si rompe, passeggeri a piedi
Ennesima disavventura per i pendolari diretti a Siena: guasto sul raccordo alla periferia, ritardi sul posto di lavoro
GROSSETO. La brutta piega che stava prendendo il viaggio è stata chiara a tutti i passeggeri non appena superato Paganico, quando il vetro di fronte all’autista si è appannato completamente. «Il condizionatore non funziona» ha detto il dipendente della Tiemme, chiedendo ad una signora se poteva pulire il vetro dato che non riusciva a vedere la strada.
Ma è quello è stato solo l’antipasto del disagio giornaliero per i pendolari che ieri viaggiano sulla Grosseto-Siena: arrivati alle porte della Città del Palio, infatti, l’autobus ha ceduto del tutto, fermandosi all’imbocco della quattro corsie che poi porta verso il centro. «A quel punto qualcuno si è avviato a piedi verso la fermata dei bus urbani - racconta Patrizia, uno dei passeggeri - Altri invece hanno dovuto attendere che arrivasse il nuovo autobus da Grosseto, facendo così mezzora ma anche un’ora di ritardo al lavoro, costretti poi a prendere ore di permesso dalla propria azienda».
È stata una settimana sciagurata per i mezzi della Tiemme, con disagi registrati da Orbetello fino al capoluogo, dove ieri è stato toccato l’apice con decine di passeggeri lasciati per strada. Sono le 6.40. I pendolari che lavorano a Siena riempiono tutti i posti sopra all'autobus. «Come ogni mattina» spiegano gli interessati. L’arrivo è previsto per poco prima delle 8, preciso per l'orario d'ufficio. L’autobus però mostra da subito qualche problema, fino ad arrivare l'appannamento del vetro. «L’autista spiegava ai passeggeri di aver già segnalato questi guasti all’azienda, ma senza esito» continua Patrizia. La corsa comunque procede, ma alla fine l’autobus alza bandiera bianca proprio all'ingresso di Siena Ovest, a Colonna San Marco, ossia la rampa per prendere la quattro corsie. I tentativi di far ripartire la macchina da parte dell’autista si rivelano vani e alla fine, spinto anche dai passeggeri che iniziano ad accumulare ritardo, questi chiama la Tiemme. «Da quello che abbiamo capito noi - continua Patrizia - da Grosseto gli hanno detto che avrebbero mandato il meccanico e nient’altro. Così noi lo abbiamo sollecitato a chiamare l’autista dell’altro autobus, quello che parte alle 7 dalla stazione di Grosseto, per dirgli di caricarci non appena fosse arrivato a Siena». Ma non tutti decidono di attendere la seconda corsa: «Alcuni passeggeri si sono visti costretti ad avviarsi a piedi fino alle fermate dei bus urbani a Colonna San Marco - racconta Fabio, un altro passeggero - Sul piccolo bus, il Pollicino dove sono salito: all’interno c’era un monitor che illustrava i servizi del gestore dei trasporti civili; tra l’altro vi si rammentava che pagare il biglietto è cosa dovuta con lo slogan: “ruberesti un bus?”, ma chi si sognerebbe mai di appropriarsi di autobus sgangherati quali quelli della Tiemme?».
E mentre questi raggiungono il proprio ufficio con i mezzi urbani, gli altri attendono pazientemente l’arrivo dell’autobus partito alle 7 da Grosseto, accumulando sempre più ritardo. «Ma i disagi sono continui - spiega Patrizia - Sul mezzo del ritorno, quello che parte da Siena alle 17.15, salgono sia gli studenti che i pendolari e non c’è posto per tutti: in molti sono costretti a fare il viaggio in piedi». Senza considerare poi tutti i vari guasti che si susseguono a bordo dei bus. «La stessa corsa di ieri (mercoledì, ndc) ha accumulato un notevole ritardo perché la porta posteriore aveva dei problemi a richiudersi una volta aperta» racconta Fabio.
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