Gioco
Idee per il Castello di Monteregio
Massa Comune: trasformiamolo in un centro di recupero per malattie particolari
MASSA MARITTIMA. È arrivato il momento di stanare l’Asl e di farla uscire «dall’oblio» sul Castello del Monteregio. La lista civica Massa Comune torna all’attacco dell’azienda sanitaria pubblica e dell’amministrazione comunale a proposito dell’antica struttura ormai lasciata a se stessa, dopo che l’ospedale – anni addietro – è stata trasferita altrove senza riuscire oggi a trovare un acquirente.
L’attacco lo sferra il capogruppo Fiorenzo Borelli attraverso la nuova rubrica della civica “S’io fossi sindaco”. «Il Castello di Monteregio è ormai ridotto a un edificio fatiscente – dice Borelli – Negli Anni Novanta fu ceduto dal Comune all’azienda sanitaria locale e da allora è finito nel dimenticatoio».
Per Massa Comune quindi «l’indifferenza dell’Asl» può essere superata con delle proposte: Borelli a questo proposito ne lancia una. «L’opportunità che vedo più perseguibile è quella di indire una gara in cui si assegna il fabbricato in comodato gratuito per un numero di anni su cui gareggiare (trenta-quaranta anni) – dice – Ovviamente la concessione in comodato gratuito dovrebbe essere regolamentata da un disciplinare di restauro ben preciso a carico del concessionario, da un impegno a destinarvi attività che creassero qualche posto di lavoro. Possiamo avanzare ipotesi: ad esempio, un centro di recupero per patologie particolari (guardate il vecchio ospedale di Campiglia) – conclude Borelli – ma non escludiamo destinazioni totalmente diverse».
E anche qui il capogruppo di Massa Comune avanza diverse idee per poter trovare una soluzione alla situazione del castello massetano. «Sbaglio ma esiste un consorzio del Monteregio? Sbaglio ma esistono tutta una serie di aziende vinicole con grandi possibilità economiche? – chiede provocatoriamente Borelli – Sbaglio, ma un nostro noto concittadino (il deputato Luca Sani ndc) è a stretto contatto con queste essendo presidente della commissione agricoltura della Camera? Non potrebbe nascere una sede prestigiosa di questo mondo di cui tanto parliamo? – conclude il capogruppo – Non ho la bacchetta magica in mano, ma vogliamo provare a lanciare il sasso e studiare un po’ tutti insieme, ognuno portando le proprie conoscenze ed esperienze?»
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