La protesta
Francescani in missione nella movida
“Un volto nella notte”: stasera una singolare forma di evangelizzazione lungo le strade del centro storico
GROSSETO. Stasera, andando in giro per il centro di Grosseto, potreste incontrarli. Sono i giovani della Pastorale giovanile della diocesi di Grosseto e stasera, in occasione della Settimana della bellezza, andranno in giro per la movida grossetana portando una nuova forma di evangelizzazione: una missione che si compie per le strade e nei locali dove i giovani verranno invitati ad un momento di preghiera o di riflessione nella chiesa più vicina.
È la prima volta che a Grosseto si svolge questo tipo di attività che si ispira alle azioni delle Sentinelle del Mattino di Pasqua, una comunità di giovani nata nel 2000 durante la Giornata mondiale della gioventù di Roma che gira l’Italia per evangelizzare i coetanei lontani dalla chiesa. L’evento, che prende il nome di “Un volto nella notte”, è stato organizzato dai giovani della Pastorale giovanile guidati da don Stefano Papini insieme ai frati Francescani minori della Toscana.
Come luogo di ritrovo è stata scelta la chiesa di San Pietro al corso, l’edificio religioso più antico della città, che non a caso si trova nella via principale del centro storico. Nel pomeriggio i frati Francescani minori terranno un corso di formazione per i ragazzi, giovani dalla terza superiore fino all'Università, che dalle 21.30 in poi andranno in giro nella movida a cercare i coetanei. La chiesa di San Pietro spalancherà letteralmente le sue porte durante tutto l’arco della serata mostrando il crocifisso di San Damiano e chiunque vorrà potrà seguire l’invito alla preghiera lanciato dai ragazzi recandosi in chiesa.
Il “volto nella notte” sarà proprio quello della croce del santo, l’icona pregata da Francesco d'Assisi e curata dai francescani come simbolo della loro missione. «I giovani questo pomeriggio si ritroveranno per un incontro di formazione – spiega don Stefano – stasera invece verranno divisi in quattro gruppi, ci sarà chi a coppie andrà ad incontrare i giovani per strada per invitarli a passare in chiesa per una preghiera o per un momento di riflessione, ci saranno poi i ragazzi che dovranno fare l’accoglienza in chiesa, quelli che faranno musiche canti, canoni e salmi e poi l’ultimo gruppo – continua don Stefano – che ha un compito nascosto ma potentissimo: quello di restare in chiesa a pregare per i ragazzi in strada».
Ma i giovani evangelizzatori avranno un compito molto delicato: «I ragazzi cercheranno i loro coetanei e li inviteranno a fare una richiesta di luce – dice don Stefano – C’è tanta gratuità in quello che fanno e la massima libertà nella testimonianza che portano. I risultati ci sono sempre: sono pochissimi quelli che ti ignorano, i più rispondono alle nostre richieste anche solo per provocazione e anche questo è uno scambio ma delle volte posso nascere delle vere nuove storie di fede».
Quella di stasera per don Stefano potrebbe essere la prima di una lunga serie di attività legate all'evangelizzazione: «Sarebbe bello affidare ai vari gruppi giovanili questo compito – dice – questo è una novità per Grosseto ma potrebbe diventare un’attività da ripetere nel tempo».
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