Gioco
Dopo la mareggiata, rispunta la spiaggia
Follonica: il tratto a sud del fosso Cervia era sparito, ma il mare sta riportando la sabbia. Gandi: «Le barriere funzionano»
FOLLONICA. L’associazione balneari difende i lavori fatti contro l’erosione costiera: un gruppo di concessionari delle proprietà demaniali si dissocia da quanto asserito da altri colleghi riguardo all’efficacia delle nuove barriere soffolte. Dopo l’ultima mareggiata e l’improvvisa scomparsa di un tratto di arenile, infatti, alcuni balneari hanno sostenuto che le barriere non servissero a tutelare la costa dall’erosione.
Al centro della discussione c’è dunque l’intervento, da svariati milioni di euro, messo in atto dalla Provincia di Grosseto e oggi seguito dalla Regione Toscana, con il quale si prevede di proteggere la costa follonichese dalle mareggiate e quindi dall’erosione. La creazione di barriere soffolte, la sistemazione di quelle esistenti, e il conseguente ripascimento di sabbia nei tratti maggiormente colpiti dal fenomeno, sono l’oggetto principale dell’opera pubblica.
La tempesta di venerdì 14 ottobre ha però di fatto riportato il mare all’altezza della duna, almeno nella parte del litorale a sud del fosso Cervia. Questo ha comportato la reazione di alcuni operatori del settore balneare, che hanno giudicato insufficiente la protezione installata dalla ditta vincitrice dell’appalto, spiegando che le barriere, sempre a loro giudizio, sono troppo poco profonde per respingere la forza delle onde.
«L’associazione Balneari Follonica prende le distanze da quanto è stato dichiarato – spiega il presidente del gruppo Alessandro Gandi – La condizione attuale è quella nella foto scattata il 19 ottobre, che possiamo mettere a confronto con una foto del 2015 scattata nello stesso tratto appena prima l’inizio dei lavori. Siamo assolutamente soddisfatti dell’intervento (peraltro ancora in atto e che terminerà con un consistente ripascimento) e cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che stanno portando avanti questo progetto».
I balneari difendono a spada tratta l’ente pubblico e le decisioni prese in merito alla tutela della costa follonichese: quello che intendono spiegare con le immagini i concessionari è che, grazie alle barriere soffolte, la sabbia presente in quel tratto di spiaggia è aumentata di livello e quindi adesso, subito dopo una mareggiata, l’arenile torna ad essere come nei giorni di mare piatto, mentre prima restava per un lungo periodo inesistente.
«Dobbiamo anche dire che per vedere gli effetti dell’intera opera ci vorranno come minimo tre anni – spiega ancora Gandi – Ricordo che i lavori sono ancora in corso e manca una parte importante come quella dedicata al ripascimento. Per ora non possiamo che dirci soddisfatti dell’intervento e di come è stato portato avanti. Adesso manca l’ultimo stralcio: aspettiamo la conclusione dei lavori».
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