Il Tirreno

Grosseto

Cini apre un nuovo locale: «Poi, vado alle Canarie»

di Giovanna Mezzana
Maurizio Cini in uno dei suoi locali, l'Officina del Grano, aperto nel dicembre 2015
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Maurizio Cini in uno dei suoi locali, l'Officina del Grano, aperto nel dicembre 2015

Grosseto, si chiama “Mi passi la chiave del 13” e dietro al nome c’è una storia curiosa. Il ristoratore ce la racconta

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GROSSETO. Ormai non ci stupiamo più: abbiamo perso il conto. Con il suo attivismo quasi pirotecnico, il ristoratore grossetano Maurizio Cini sta per inaugurare il locale numero undici e numero dodici del suo Cini Group Food & Drink (da qui si può visitare anche la sezione del sito "Lavora con noi". Il 27 ottobre apre “Acqua e Farina” al Commendone (e questo lo sapevamo) ma il 24 novembre, nei pressi dell’aeroporto militare, taglia il nastro ad un locale che si preannuncia strepitoso. «Apro quello – dice – e poi mi fermo. Sarà la mia ultima avventura».

L’ultimo? Macché. Non ci crede nessuno, tant’è che quando rivela questa intenzione dal suo profilo Facebook, gli amici ribattono: «Ultimo, sì, per quest’anno». E fanno centro perché, appena il tempo di tirare il fiato, e Cini aggiunge: «L’ultimo... poi ne apro uno a Londra e uno alle Canarie, ma dal 2018».

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Il nome curioso. Nelle vicinanze dell’aeroporto, i lavori fervono. Cini sta ristrutturando una vecchia officina dove venivano aggiustati trattori: è una specie di rimessaggio che venne bombardato nella seconda guerra mondiale perché vicino a un obiettivo sensibile, lo scalo aereo militare, appunto. Si chiamerà “Mi passi la chiave del 13”. Un nome strano, particolare, dietro al quale c’è una storia. «Quando entrai lì per la prima volta – dice Cini – trovai per terra una chiave, con cui ci si può smontare un motorino intero». Chissà da quanto tempo quell’attrezzo era lì. Chissà chi lo prese in mano per l’ultima volta. «E così ho deciso che avrebbe dato il nome al locale» spiega.

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Cucina doc. “Mi passi la chiave del 13” sarà aperto dalle 9 fino a notte fonda. Si farà della gran musica. E a tavola? Pappa al pomodoro, ribollita, pici all’aglione...: «Tutte ricette rivisitate della cucina maremmana e grossetana – anticipa Cini – Ho preso due cuoche anziane che di cucina tradizionale se ne intendono parecchio, mi hanno persino proposto gli spaghetti con le briciole di pane». Antichi sapori, quelli della nonna. E forno a legna. Di pomeriggio, “Mi passi la chiave del 13” si trasforma in una merenderia con panini al prosciutto tagliato a mano. Liquori, birre, vino. E a marzo sarà pronto il giardino, nel quale verrà messo su anche un vero e proprio palco della musica.

«Supero me stesso». «Insomma – dice Cini – Sarà un locale “sconvolgente”. Dovrà essere... come quando nell’84 inaugurai a Castiglione della Pescaia Le Tre Maschere: favoloso».

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