Il Tirreno

Grosseto

Piccole grandi storie di dolore e solidarietà da ricordare insieme

Piccole grandi storie di dolore e solidarietà da ricordare insieme

Anche Grosseto, nel novembre del 1966, ha avuto i suoi angeli del fango. Se ne parla poco, oscuri comprimari – questi di Maremma – dei tantissimi volontari che, sotto i riflettori del Pianeta intero,...

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Anche Grosseto, nel novembre del 1966, ha avuto i suoi angeli del fango. Se ne parla poco, oscuri comprimari – questi di Maremma – dei tantissimi volontari che, sotto i riflettori del Pianeta intero, in quegli stessi giorni si mobilitarono per aiutare Firenze devastata dalla furia dell’Arno.

Eppure a Grosseto la piena dell’Ombrone, oltre alla paura e ai danni, consegnò anche un’esperienza di solidarietà, unità e fratellanza come mai prima aveva vissuto l’ancora giovane comunità urbana e come forse poi mai più avrebbe vissuto. L’Italia e il Mondo concentravano le loro attenzioni su Firenze e “la povera gente” grossetana trovava la forza di aiutarsi da sé, di tendere la mano l’uno all’altro.

Non fu solo questione di spalare, ma anche e soprattutto di sostenere chi aveva perso tutto, di rimediare alle emergenze del vicino, di portare generi di prima necessità a chi era prigioniero in casa, di accogliere quelli rimasti senza un tetto.

Agli aiuti istituzionali, così, si sommarono in maniera decisiva le piccole grandi azioni quotidiane della gente comune. E i racconti di chi c’era sono pieni – ancora oggi – di quella memoria buona.

Da alcuni giorni, con l’avvicinarsi del cinquantesimo anniversario della grande piena, il Tirreno sta pubblicando alcune delle centinaia di foto custodite dall’Archivio dell’agenzia fotografica Bf. Le offriamo ai nostri lettori, invitandoli a riconoscere se stessi, conoscenti, luoghi, momenti di quelle ore e a trovare il tempo e la forza di raccontarli. Al giornale, e attraverso il giornale al mondo intero, per contribuire a ritessere – cinquant’anni dopo – la tela sfilacciata e silenziosa della memoria.

In tanti, da subito, ci hanno telefonato o scritto. Come il geometra Fineschi, come i tre fratelli Orlandini (“i ragazzi meravigliosi”), come Claudia Milani (“la bimba sul tetto”) e come molti altri ancora, dei quali pubblicheremo puntualmente – sulla carta e on line – le testimonianze. Tutte magnifiche, emozionate, sincere. Tirate fuori dai cassetti del passato per parlare al futuro.

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