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Grosseto

Chirurgia del ginocchio “computerizzata”

Chirurgia del ginocchio “computerizzata”

A Orbetello interventi innovativi per le protesi, 600 all’anno le operazioni ortopediche

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ORBETELLO. Sono circa 600 all’anno gli interventi di chirurgia ortopedica, programmata e traumatologica, effettuati al San Giovanni di Dio. Di questi circa 200 sono interventi di protesi. A Orbetello si realizzano poi interventi innovativi per le protesi del ginocchio, grazie alla tecnologia computerizzata.

L’ortopedia lagunare dal 2014 effettua interventi con la tecnica della “navigazione” «con risultati - dice l’azienda sanitaria - estremamente soddisfacenti in termini di successo e recupero post operatorio. "È questo il “focus hospital” su cui punta l’azienda per la valorizzazione delle attività dei presidi provinciali come previsto nei Patti Territoriali. Una specializzazione in questo caso di chirurgia programmata, innovativa e qualificante, in grado di attrarre pazienti anche dalle altre aree della provincia e delle regioni limitrofe».

In pratica il senso sembra essere quello di voler specializzare i presidi provinciali, come Orbetello, negli interventi programmati lasciando a ospedali, come quello di Grosseto, interventi legati a situazioni più gravi e traumatiche come possono essere quelli relativi agli incidenti.

In un momento in cui si parla della revoca del bando per il primario di chirurgia che a Orbetello non c’è, l'azienda ribadisce l’importanza del polo ospedaliero lagunare nella chirurgia ortopedica.

Come spiega il dottor Luigi Becherucci, direttore dell’ortopedia di Orbetello, «nell’intervento di protesi del ginocchio utilizziamo da due anni la navigazione: una raffinata tecnologia che, grazie ad alcuni sensori inseriti sugli strumenti chirurgici e immersi in un campo di raggi infrarossi rilevati da un computer, aiuta il chirurgo a posizionare, con precisione millimetrica, l’impianto delle protesi, rendendo l'intervento meno invasivo per i tessuti».

Oltre a questa tecnica, l’équipe si avvale anche di altri due supporti tecnologici: le mascherine-guida e l’I-Assist. «Nel primo caso – spiega Becherucci - si tratta di un supporto in resina modellato sulla base della Tac del ginocchio da operare, che si adatta alla conformazione delle ossa, guidando l’esecuzione dei tagli, su cui viene successivamente inserita la protesi. Il chirurgo, in fase di studio pre-operatorio, può decidere orientamento e misure della protesi, con la massima precisione e la minore invasività».

L’I-Assist, invece, è uno strumento che consente una procedura simile alla navigazione, ma supportata da un sistema di sensori simili a quelli del telefonini anziché a infrarossi. «Il vantaggio è una maggiore semplicità, rapidità e precisione nel posizionamento della protesi». (i.a.)

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