Gioco
Qui nacque il pignoramento del conto
L’ufficio di Equitalia di Grosseto non è un ufficio qualunque. È qui, infatti, che è nata quell’azione destinata a rivoluzionare per sempre la riscossione coattiva delle tasse e ad aprire una nuova e...
L’ufficio di Equitalia di Grosseto non è un ufficio qualunque. È qui, infatti, che è nata quell’azione destinata a rivoluzionare per sempre la riscossione coattiva delle tasse e ad aprire una nuova e più efficace strada, per il Fisco, per incassare i tributi non versati: il pignoramento del conto corrente. Era il 2007, l’agenzia si chiamava ancora Gerit, e l’idea venne a Renzo Giannoni, dirigente dal 1994, esperienza in tutta Italia (ha diretto tredici sedi), in quegli anni direttore sostituto responsabile delle procedure esecutive sul territorio a Grosseto, dove poi diventerà direttore di filiale fino al 2012, anno della pensione. «Dissi semplicemente: scusate, il pignoramento verso terzi si può fare? Sì. E i soldi in banca non sono cose mobili detenute da terzi? E così partì tutto», ricorda oggi Giannoni. Il modello fu esportato ovunque, la filiale grossetana fece scuola, anche se non tutti la presero bene. Un avvocato grossetano minacciò di denunciare il direttore per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Oggi il pignoramento del conto corrente è una delle pratiche più utilizzate per il recupero delle somme. Ma la filiale si guadagnò la fama di essere incisiva. E non a tutti piacque. Nel 2012, poco prima della pensione, a Giannoni fu indirizzata una busta anonima contenente della polvere. Un atto intimidatorio. E oggi? Che ne sarà dell’agenzia grossetana dopo lo scioglimento di Equitalia? In via Belgio 17 lavorano circa 40 dipendenti, alcuni dei quali arrivati qui dopo l’ultima riorganizzazione di Equitalia, 2013, che portò con sé la chiusura degli sportelli di Arcidosso, Follonica Massa Marittima e Orbetello. Sono loro che gestiscono la riscossione per i 220.000 abitanti del Grossetano, dalla notifica alla riscossione spontanea, a quella coattiva, al discarico, all’alienazione dei beni, e tengono tutti i rapporti istituzionali. Il decreto del governo prevede che tutte queste funzioni passino all’Agenzia delle Entrate. Dovrebbero confluire lì, dunque, i dipendenti, anche se molti punti rimangono da chiarire, a partire dal tipo di contratto (i dipendenti Equitalia hanno quello dei bancari, quelli dell’Agenzia delle entrate quelli del pubblico impiego). In agenzia le bocche sono cucite, ma il clima – dicono a taccuino chiuso – non è dei più rilassati. (f.f.)
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