Il Tirreno

Grosseto

La Regione celebra i matrimoni tra i municipi

I sindaci lo hanno detto chiaramente: «Per la fusione tra i comuni, prima di tutto serve la partecipazione dei cittadini». Ma Leonardo Marras lo ha detto altrettanto chiaramente: «Non esiste la...

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I sindaci lo hanno detto chiaramente: «Per la fusione tra i comuni, prima di tutto serve la partecipazione dei cittadini». Ma Leonardo Marras lo ha detto altrettanto chiaramente: «Non esiste la sovranità locale». Ossia, la decisione di fondere due o più Comuni spetta solo alla Regione, chiamata comunque ad una consultazione delle popolazioni interessate attraverso un referendum. Questo significa, come è capitato ad Abetone, che se due Comuni chiamati ad esprimersi danno due verdetti diversi (uno favorevole alla fusione, l’altro contrario) sarà la Regione a stabilire come procedere. «A quel punto si tiene conto di una popolazione già unita» ha spiegato Marras. Una possibilità che si è già vista in Italia, dove ad oggi sono stati venti i tentativi di fusione, di cui solo la metà culminati con l’unità tra due enti prima distinti. E se pure così dovesse andare nella zona nord della Maremma, una volta sancita la fusione i sindaci interessati decadrebbero in attesa di nuove elezioni, sostituiti da un commissario prefettizio che sarà affiancato da una commissione di consiglieri su come gestire il territorio in vista del sindaco unico, che potrà insediarsi solo dopo la stesura del nuovo statuto del Comune neonato.

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