Gioco
Niente più svincolo, abitanti di Pari pronti a bloccare il seggio elettorale
Il paese annuncia battaglia pur di veder recuperato il progetto dell’infrastruttura e scongiurare la morte del borgo
PARI. Pronti a tutto pur di convincere Anas e le istituzioni a mantenere i patti e a realizzare lo svincolo di Pari. Pronti persino a bloccare il seggio elettorale per il prossimo referendum costituzionale. E a bloccare la Senese, la E78.
Che gli abitanti di Pari siano compatti e capaci di dar battaglia per il bene del loro paese non è una novità. Trainati dall’entusiasmo e dalla capacità della locale associazione Sette Colli, in questi anni sono balzati alle cronache, anche nazionali, per aver saputo tenacemente prendersi cura del paese, della sua identità, dei suoi abitanti. E della sua stessa sopravvivenza.
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Il primo passo è stato la completa ristrutturazione del paesino. Oggi chi arriva a Pari trova un borgo perfettamente conservato. Non un muro fuori posto, non una persiana penzoloni. Ma soprattutto trova un paese vivo, vissuto.
Merito dei suoi abitanti, duecento anime, disposti a macinare chilometri ogni giorno per andare al lavoro in città – a Grosseto o a Siena – pur di ritornare a casa a Pari, la sera. E che non si trasferiscono altrove, nonostante i servizi pubblici siano ridotti al lumicino: Posta aperta quattro ore a settimana (il venerdì), autobus rari come una vincita al Lotto, niente scuole... O come come Sara Massini, che torna regolarmente. «Abito e lavoro a Siena – racconta – ma tutti i fine settimana torno a Pari. È importante tenere il paese vivo».
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Merito anche, però, di iniziative come quella di qualche anno fa, quando l’associazione Sette Colli si accollò le spese di affitto di alcune case, grazie ai proventi della celebre sagra della salsiccia, e invitò gente da fuori a trasferirsi qua. Requisito indispensabile: avere dei bambini, in modo da far crescere il paese. Pari, insomma, non molla. Il paese che diede i natali allo scrittore Federigo Tozzi e al filantropo Angelo Vegni, vuole a tutti i costi restare a galla. «Ma così è davvero dura – dice Tommaso Minacci, portavoce dell’associazione Sette Colli –. Facile, per i politici, venire qui, dire che è il paese è un museo a cielo aperto, farci i complimenti. E poi lasciarci così, a fronteggiare da soli Anas. Il Comune si dà da fare, ma qui serve l’appoggio della Regione, dei nostri rappresentanti». La posta in palio è alta. In paese c’è una bottega che vende di tutto, una locanda e due ristoranti. La mancata realizzazione dello svincolo avrà ripercussioni anche su di loro. «Mettiamo ad esempio che uno da Siena voglia venire a mangiare a Pari – dice Minacci –. Senza svincolo dovrebbe passare la galleria e tornare indietro da Casale. Rinunci».
Preoccupata anche Barbara Perini, titolare con la sorella Sandra del bar ristorante Le due Checche, dove lavorano anche Micaela Maino e Patrizio Conforti. «Come? Lì viene chiuso?», chiede ai compaesani. «No, non va bene. Anzi, è una bella boiata».
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Tra le preoccupazioni dei ristori c’è anche quella di perdere la numerosa clientela del Petriolo Spa resort, che si trova a valle, poco prima del viadotto del Petriolo, direzione Siena. Lo stesso resort termale rischia di essere tagliato fuori dal traffico. Chi lo volesse raggiungere da Siena, infatti, senza lo svincolo dovrà scendere nella valle del Farma, poi risalire per Pari, percorrendo le strette stradine che attraversano i boschi, e da lì reimmettersi nella Senese.
Insomma, la non realizzazione di questa infrastruttura rischia davvero di far danni alla gente del posto. Per questo a Pari sono disposti a dar battaglia pur di far tornare Anas sui propri passi. «Siamo pronti a scendere sulla Senese e a bloccare il seggio elettorale per il prossimo referendum – annuncia Minacci –. Tanto, ci par di capire, la nostra volontà qui non vale niente».
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