Gioco
Il bar del campetto nel mirino dei ladri «Basta, chiudiamo»
Scarlino scalo, i gestori del chiosco alzano bandiera bianca «Quattro furti in sei mesi e nessuno ci ha dato una mano»
SCARLINO. In appena sei mesi il chiosco ha subito quattro furti, con annessi danni da scasso. I ladri infatti hanno sempre agito nello stesso modo: una sbarra a mo’ di piede di porco, porta sfondata e via con soldi, gelati e bottiglie ben custodite all’interno. Quattro furti, altrettante segnalazioni, ma nessuna risposta. E così questo immobilismo ha portato ad un passo indietro da parte dei soci Uisp che avevano deciso di far rivivere il piccolo bar agli impianti sportivi di Scarlino Scalo. «Basta, chiudiamo – dicono i gestori – Nessuno, né il Comune né le autorità, ci ha mai tutelato da questi episodi che hanno continuato a susseguirsi, lasciando a noi le spese per pagare i danni».
La presa di posizione arriva a fronte dell’ultimo furto, il quarto, che si è consumato nelle prime ore di venerdì. I ladri sono arrivati di fronte al chiosco di buon’ora, hanno afferrato una spranga e sono riusciti a forzare la porta d’ingresso, afferrando tutto quello che hanno potuto per poi darsela a gambe, facendo perdere le loro tracce dopo essere fuggiti dietro il fosso che costeggia la ferrovia.
Qualcuno infatti li ha visti e i sospetti dei soci che avevano deciso di prendere in gestione il bar sono legati al fatto che questi raid abbiano alle spalle sempre le solite persone. «Lo abbiamo detto anche ai carabinieri, ma non è cambiato nulla – raccontano – Anche la gente del posto ogni tanto vede movimenti sospetti ma non dice mai una parola. Il Comune non ci tutela. Insomma, siamo abbandonati».
È un rammarico ancora più grande dato che a farsi carico della nuova gestione erano stati anche dei ragazzi giovani pronti a rimboccarsi le maniche. «Ma non possiamo continuare così – continuano i soci che hanno provato a far rivivere il chiosco – Ogni volta ripaghiamo i danni, puliamo i disastri e dopo un mese la storia si ripete. Adesso basta».
Quattro furti in sei mesi non è roba da poco. Anche perché stiamo parlando di un piccolo bar vicino al campo da calcio e circondato da un praticello con giochi per bambini: insomma, è un chiosco che può offrire anche un servizio alla comunità della frazione, contando anche che è rimasto chiuso per lungo tempo. A maggio questi soci Uisp hanno deciso di provare a lanciarlo verso una nuova storia, ma purtroppo «siamo stati lasciati soli», per usare le loro parole.
Piuttosto eclatante è stato l’episodio durante l’estate, quando i gestori sono arrivati al mattino trovando decine di gelati abbandonati a sciogliersi sull’erba, bottiglie bevute a metà e lasciate lì, patatine sparse ovunque e così via: qualcuno, durante la notte, si era divertito a forzare il bar e a devastare non solo il suo interno, ma anche il parco circostante.
«Cosa è seguito a quell'episodio? Assolutamente nulla» commentano amari i soci, che ora sono arrivati al limite della sopportazione. «Perché dovremmo proseguire? Sapendo che poi torneranno a spaccare tutto? No grazie».
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