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Va a battesimo l’idea del Comune a tre teste

Va a battesimo l’idea del Comune a tre teste

Gavorrano, in un convegno si parlerà del matrimonio con Follonica e Scarlino. I motivi della fusione

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GAVORRANO. La fusione dei campanili in un unico Comune è qualcosa di più di un’idea: è un dibattito avviato. Sottovoce, certo, ben lontano dai riflettori in modo da proteggerlo da attacchi e polemiche, tant’ è che è ancora allo stato embrionale, ma c’è. E se ne discute nelle stanze del potere nella zona nord della Maremma: in particolare nei municipi di Follonica, Scarlino e Gavorrano, con un occhio rivolto anche a Castiglione della Pescaia, anche se quest’ultimo comune al momento resta fuori dal progetto. Una spinta ad affrontare l’argomento arriva adesso anche attraverso un convegno, in programma per lunedì pomeriggio alle 15 nella sala congressi dei Bagnetti a Gavorrano, dal titolo “Insieme si Può: gestioni associate e ipotesi di fusione nel territorio delle Colline Metallifere”.

È una visione condivisa da diverse forze politiche, come il coordinamento Sel delle Colline Metallifere: «Il momento che stiamo vivendo – sottolineano da Sel – ci dice sempre più che servono comuni riformati, che superando il localismo si allarghino nei confini e accrescano il numero degli abitanti avvalendosi dello strumento delle fusioni».

L’incontro di lunedì sarà quindi un’opportunità per gettare le basi per un progetto concreto, anche se sono in molti a dubitare della sua validità.

La dimostrazione che qualcosa si sta muovendo c’è stata nel corso dei consigli comunali a metà estate, quando le varie amministrazioni, chiamate ad approvare i bilanci, hanno dovuto affrontare la questione delle gestioni associate. «La legge ci impone in questa direzione, quindi non è da escludere l’ipotesi di una fusione tra Follonica, Scarlino e Gavorrano»: questo, a grosse somme, il messaggio delle amministrazioni. E se a Gavorrano l’assise non disdegnò di affrontare quantomeno l’ipotesi, a Scarlino ne nacque una vera e propria polemica, tanto che non solo l’opposizione votò compatta contro il rinnovo delle gestioni associate con Gavorrano, ma anche l’ex vicesindaco Moreno Radi fece altrettanto, distaccandosi dalla sua maggioranza.

Dubbi quindi ci sono, e sono legati a diversi aspetti: vedi la traballante situazione economica di Gavorrano, vedi il timore di divenire la periferia di un grande comune che troverebbe il suo centro in Follonica. Ma se questi sono i contrari, ci sono altrettanti amministratori che invece vedrebbero di buon occhio una fusione.

Da qui nasce l’incontro di lunedì, promosso dal Comune di Gavorrano in collaborazione con l’Anci: i lavori saranno aperti dal sindaco Elisabetta Iacomelli, a cui seguiranno gli interventi dei vertici dell’Anci. I presupposti su cui iniziare il confronto insomma ci sono già. Arrivano ad esempio dal coordinamento Sel delle Colline Metallifere. «L’idea è quella di proporre alla pubblica discussione d’amministratori e cittadini la possibile fusione dei comuni di Gavorrano, Scarlino, e Follonica, dalla quale nascerebbe una realtà con una popolazione con circa 35.000 abitanti – si legge in una nota – Un nuovo ente locale capace di affrontare le sfide dell’immediato futuro, capace di interloquire con le grandi realtà, sia regionale che europea, in grado di mantenere i servizi ai cittadini e munita di una struttura tecnica all’altezza dei tempi in cui viviamo».

Sel ricorda già i molti fattori che legano le tre realtà, dalle origini storiche agli obiettivi già condivisi, come la gestione delle Bandite. «Un Comune di queste dimensioni potrebbe dare una risposta più concreta al congestionamento di una parte della costa – conclude la nota – offrendo un entroterra di qualità ed in gran parte vergine, che con scelte urbanistiche serie, legate ad uno sviluppo ecologico migliore, spalmerebbe le ricchezze e la redistribuzione del reddito su un territorio più vasto e importante».

(a.f.)

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