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Marittimi sul piede di guerra, il 15 novembre tutti a Roma
PORTO SANTO STEFANO. Si è riunito martedì pomeriggio a Porto Santo Stefano il Coordinamento nazionale marittimi 3 febbraio. Il sodalizio, al quale prendono parte l’associazione Marittimi Argentario,...
PORTO SANTO STEFANO. Si è riunito martedì pomeriggio a Porto Santo Stefano il Coordinamento nazionale marittimi 3 febbraio. Il sodalizio, al quale prendono parte l’associazione Marittimi Argentario, l’Amadi nazionale di Rapallo e l’Amadi Campania, l’associazione Marittimi Tirreno Centrale con sede a Terracina, la Lavoratori Marittimi Costa Tirrenica con sede a Viareggio, Amare Gaeta, Italian Yacht Masters con sede a Loano (Savona), collegio Capitani Procida e associazioni marittimi Isola d’Ischia, si è incontrato con i suoi rappresentanti per discutere della manifestazione che sarà promossa il 15 novembre a Roma, di fronte al Ministero alle Infrastrutture e Trasporti.
Capofila della protesta, che vede impegnati migliaia di marittimi da tutta Italia, sono appunto i naviganti argentarini, come testimoniato appunto dal primo atto di protesta avvenuto il 3 febbraio sul piazzale Candi a Porto Santo Stefano. «Ci siamo trovati d’accordo su tutto - conferma il portavoce Luigi Scotto - Siamo d’accordo sulle ragioni della manifestazione, ragioni che tutti subiamo e conosciamo; d’accordo sull’organizzazione della manifestazione, che dovrà essere “decisa” senza mai però eccedere nei toni, per non passare dalla parte del torto. D’accordo, soprattutto, sul fatto che se il Ministero non dovesse capire in che situazione ci ha messi e non dovesse correggere con decisione il tiro, stavolta non ci fermeremo. E siamo pronti a intraprendere qualsiasi azione, nell’alveo della legalità, per far valere il nostro diritto al lavoro». Sotto accusa, ancora una volta, le interpretazioni del Ministero riguardo agli adeguamenti di Manila 2010, che vedono i marittimi italiani «penalizzati specialmente rispetto a quelli degli altri paesi». (a.c.)
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