La protesta
La Cna sollecita il codice degli appalti
Bramerini annuncia un confronto serrato con le istituzioni locali per agevolare gli addetti ai lavori
GROSSETO. Il nuovo codice degli appalti stenta a diventare realtà e la Cna di Grosseto è preoccupata. Nell’attesa, la confederazione degli artigiani sta organizzando una serie di incontri per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla situazione, ancora molto grave, dell’economia locale e sulle possibili iniziative da mettere in campo per contrastarla.
Negli incontri si parla di: piani pluriennali delle opere pubbliche, incentivi previsti dai regolamenti comunali da concedere a chi apre cantieri per ristrutturazioni di immobili, del nuovo Codice degli appalti, dei percorsi di accreditamento richiesti alle imprese della provincia per accedere alle gare e alle forniture di beni e servizi alla Pubblica Amministrazione, fino ai protocolli di buona prassi da applicare al momento dell’apertura dei cantieri per prevenire il rischio di infortuni sul lavoro e combattere il lavoro irregolare.
«Due mesi di serrato confronto – dice Anna Rita Bramerini, direttore di Cna – con gli amministratori e con i tecnici dei Comuni ed enti territoriali per fornire alle imprese indicazioni utili».
Bramerini è preoccupata per i ritardi che impediscono al nuovo Codice degli appalti di diventare operativo: «Sono state pubblicate – dice – le linee guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa, un documento importante che ci auguriamo mandi in disuso le gare al massimo ribasso. La mancanza invece del regolamento ha rallentato l’emanazione dei bandi, impedendo alla riforma di produrre i suoi effetti benefici da subito. La stessa cosa si può dire sulla mancata approvazione delle linee guida per i contratti sotto soglia».
Il Codice degli Contratti contiene nuove opportunità per le imprese, «ma la mancanza delle linee applicative – continua la nota di Cna - non consente di avventurarsi in congetture ma si notano reazioni diametralmente opposte fra i vari protagonisti. Da una parte ci sono stazioni appaltanti che hanno voglia di studiare e sperimentare le novità; dall’altra, invece, ci sono enti che già rifiutano ogni novità e si preparano a proseguire con i vecchi sistemi. Gli incontri che ci apprestiamo a fare – conlude Bramerini – ci auguriamo servano a far prevalere le reazioni positive, ma perchè questo accada sarà necessaria anche una forte volontà politica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
