Toscana
Due anni fa finiva il progetto Piedibus. Ora un istituto lo vorrebbe
Niente macchina e nemmeno scuolabus. Per quattro anni a Grosseto si è sperimentato un modo diverso, ecologico e divertente, per mandare i bambini a scuola: il “Piedibus” (o “Pedibus”), ovvero andare...
Niente macchina e nemmeno scuolabus. Per quattro anni a Grosseto si è sperimentato un modo diverso, ecologico e divertente, per mandare i bambini a scuola: il “Piedibus” (o “Pedibus”), ovvero andare semplicemente a piedi.
L’idea, nata a livello nazionale diversi anni fa, è approdata a Grosseto nel 2012 grazie all’iniziativa dell’allora capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio comunale Giacomo Gori. «Presentai una mozione in consiglio per introdurre questo servizio per la scuola di via Giotto – spiega Gori – e passò. Fu fatta una progettazione con tre percorsi per la scuola».
All’inizio non fu facile. «Alla prima riunione vennero due genitori – ricorda Gori –. Alla seconda uno… Ma caparbiamente sono andato avanti».
Il progetto alla fine mise le gambe e per quattro anni circa 25 bambini vi aderirono. L’iniziativa si basava tutta sulla buona volontà e il volontariato da parte dei genitori. «Il Comune non dette un gran supporto – ricorda Gori – e organizzarsi a livello di volontariato tra genitori era complicato. Ci sarebbe voluto l’aiuto di qualche associazione. Tirai i remi in barca».
E così, nonostante i bambini fossero contentissimi, il Piedibus finì. Era il 2014, due anni fa.
Da allora il progetto rimasto nel cassetto. Ma quel cassetto non è stato chiuso a chiave.
La speranza di poter ritornare – è il caso di dirlo – su quei passi c’è ancora in città.
Proprio dalla scuola di via Monte Bianco, dove nelle scorse settimane Il Tirreno ha raccolto la protesta di alcuni genitori per il traffico intenso e pericoloso all’entrata e all’uscita, la direzione scolastica ha ripreso l’idea del Piedibus e conta di presentarla al Comune per ottenere un supporto nella realizzazione. È in attesa di risposta. (f.f.)
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