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Grosseto

LA STORIA

Da orfanotrofio ad hotel Poi tante idee per il recupero

GROSSETO. L’ex orfanotrofio maschile intitolato a Giuseppe Garibaldi è stato realizzato su progetto dell’architetto Giuseppe Merlo tra il 1922 e il 1924. Secondo il Codice Urbani rientra quindi tra...

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GROSSETO. L’ex orfanotrofio maschile intitolato a Giuseppe Garibaldi è stato realizzato su progetto dell’architetto Giuseppe Merlo tra il 1922 e il 1924. Secondo il Codice Urbani rientra quindi tra gli immobili classificati per interesse storico da parte del Ministero dei Beni culturali. La città di Grosseto, in quel periodo, aveva bisogno di una struttura che accogliesse gli orfani maschi, dopo l’apertura dell’orfanotrofio femminile di viale Pisani (oggi viale Matteotti). Nel 1932 il Garibaldi fu ampliato e ristrutturato su progetto del celebre ingegnere Ernesto Ganelli. Chiuse poi negli anni Sessanta, diventando per un breve periodo Albergo Garibaldi. Fino agli anni ’90 ha ospitato un convitto di suore e perfino una scuola privata. Nel 1987 si registrò il primo crollo di un’ala dell’edificio. Nel 2009 il crollo di una parte del tetto su via Mameli costrinse la comunità musulmana, ospitata in questo edificio, a lasciare la struttura. Da allora è regno di clochard e spacciatori. Il sindaco Alessandro Antichi, una quindicina di anni fa, propose di ricavarci alloggi per giovani coppie; nel 2008 l’assessore alla cultura Lucia Matergi annunciò l’idea di far nascere, proprio qui, il centro di documentazione della civiltà etrusca. Nel 2012 l’amministrazione Bonifazi, in accordo con l’allora assessore regionale al welfare e alla casa Salvatore Allocca, ritornò al progetto Antichi, che prevedeva alloggi nell’ex Garibaldi. Ovviamente nessuno di questi progetti ha mai messo le gambe. Il Garibaldi è sempre più fatiscente a cento metri dal cuore della città. (g.b.)

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