Il Tirreno

Grosseto

La preside spiega

«Criticità sì, ma non segnalazioni»

«Criticità sì, ma non segnalazioni»

La sezione è pure sovraffollata rispetto all’altra: aperta un’indagine

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GROSSETO. «Il quadro è gonfiato rispetto alla situazione. È vero, alcune criticità ci sono e sono sotto esame. Ma non nella misura in cui vengono rappresentate».

La dirigente della scuola media grossetana dove è stata creata una classe di 16 alunni, tutti italiani, e una di 26, metà dei quali stranieri e con sei ripetenti, raggiunta al telefono dal Tirreno, spiega la situazione.

«La scuola sta lavorando nella direzione di perfezionare. C’è stato solo un inserimento un po’ massiccio di alunni, ma non certo sei ripetenti».

Eppure cinque alunni sono andati via da quella classe.

«Gli alunni andati via dall’istituto sono solo tre. Poi altri hanno chiesto trasferimenti di altro tipo».

I genitori lamentano che i loro figli subiscono dispetti.

«In ordine agli atteggiamenti di non correttezza ogni classe ha un coordinatore. Io non ho sul tavolo nessuna relazione da parte del coordinatore e dei docenti in ordine ad avvenimenti che siano successi del tipo detto. Ci sono sicuramente delle situazioni difficili da gestire, da tenere sotto controllo. Ma non ho nessuna relazione scritta».

Non le sono giunte segnalazioni neanche a voce? C’è stato un incontro con i genitori.

«I genitori possono rappresentare quello che vogliono, ma io sto anche alla misura di quello che dicono i docenti che lavorano in classe».

E i docenti le hanno riferito qualcosa?

«In ordine a questo preferisco non parlare al telefono, ma di persona».

Perché 26 alunni in una classe?

«Sono arrivati a 26 perché ci sono stati inserimenti fatti male nel periodo estivo».

Chi fa gli inserimenti?

«La scuola. Sto facendo un’indagine in ordine alle responsabilità di chi ha fatto queste cose».

E a chi compete?

«Preside, collaboratore del dirigente o responsabile dell’orientamento, dipende dai momenti. Ci sono varie figure coinvolte. La scuola sta valutando».

I genitori dicono che per passare da sezione a un’altra bisogna pagare 500 euro.

«Non è questa la questione, è un altro l’aspetto da valutare. Il passaggio non comporta una tassa. C’è una sperimentazione in atto e chi vuole aderire a quella sperimentazione ha un docente madrelingua esterno che è a carico delle famiglie».

Quindi conferma che alcune lezioni si devono pagare. Non è un po’ strano per una scuola pubblica?

«No, non ci siamo. È diverso il concetto. È un contributo dato ai fini di avere una sperimentazione di docente madrelingua esterno che è un arricchimento in più».

È obbligatorio?

«No, non è assolutamente obbligatorio».

Quindi chi volesse iscrivere il proprio figlio in quella sezione potrebbe scegliere di non fargli seguire il lettorato?

«Senta, l’opportunità è per tutti uguale. Ora però mi lasci perché ho gente davanti».

Però i genitori devono avere una risposta. Chiedono un incontro con lei e lamentano di non essere ascoltati.

«Assolutamente no, lo dimostrino. Io sto lavorando “per”. Non è che incontro la gente per chiacchierare».

La preside dà appuntamento al Tirreno per i prossimi giorni per approfondire alcuni aspetti. (f.f.)

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