Toscana
«Un obbrobrio», «No è fantastica»
Continuano ad arrivare le opinioni dei lettori. E c’è chi punta il dito su Chigiotti
GROSSETO. C’è chi vi intravede uno spreco di soldi che potrebbero essere impiegati altrimenti, anche se al momento non è dato sapere quanto costa l’opera e chi paga. Chi si concentra sul piano estetico. C’è chi analizza il modo in cui la proposta è stata fatta e critica l’atteggiamento di chi l’ha commissionata. C’è anche chi, infine, è d’accordo, anzi entusiasta, e ne vorrebbe una pure davanti casa.
I grossetani continuano a dire la loro sulla farfalla, la statua di otto metri che il presidente di Fondazione Grosseto cultura, Giuseppe Chigiotti, vorrebbe vedere in piazza Caduti di Nassiriya per l’anniversario dell’alluvione del 1966. Sulla pagina Facebook del Tirreno Grosseto e all’indirizzo email grosseto.it@iltirreno.it, continuano ad arrivare commenti.
Meno arte, più strade. Per lo più le persone sono contrarie all’opera per motivi economici e suggeriscono altri impieghi. Come Antonella Somma («asili, pulizia, sicurezza, ospizi e cittadini italiani che muoiono di fame»), Luciana Bianchini («i soldi dateli alle persone grossetane che ne hanno bisogno»), Nadia Gentili («ma rifare un po’ di marciapiedi?»), Ada Medaglini («case per gli italiani in emergenza abitativa»), Stefano Pino («strade»).
Non statue ma eventi. C’è poi chi riconosce il valore di un intervento culturale, ma suggerirebbe altro. Come Luciano Bondani («in quella piazza preferirei qualcosa di più fruibile dai cittadini») e Daniela Marcucci («piazza Nassiriya non ha bisogno di un monumento, peraltro di dubbio gusto, ma di eventi culturali per essere vissuta dai grossetani»). Paolo Diani, in un intervento che titola “La farfalla che non vola”, ricorda poi l’annosa questione della donazione alla città, finita in un nulla di fatto, della Collezione Luzzetti («a che punto siamo? C’è stato un riavvicinamento tra l’antiquario e l’amministrazione? Qualcuno ci sta lavorando?»).
Questione di soldi. Fabio Schisano ricorda che quando l’Anpi di Grosseto «ha installato il Monumento ai partigiani della Maremma in piazza della Libertà non ha speso soldi pubblici». L’opera è stata finanziata con «sottoscrizioni da parte dei commercianti della zona e i tesserati dell’Anpi».
Questione di gusti. “Krimo” invece non sembra contrario all’idea di una statua in generale, ma a questa in particolare («un vero obbrobrio e non rappresenta l’alluvione»).
L’ex consigliere. Tra gli interventi balza agli occhi quello arrivato per email di Danilo Piani, ex consigliere della Fondazione sotto la presidenza Valentini. Piani chiama in ballo il nuovo presidente, Chigiotti, e solleva questioni stilistiche e di costi. «La mia opinione – dice Piani – è dire no a un obbrobrio così. Vorrebbe dire che Grosseto esce dalla malaria ed entra nel mondo onirico. Questo presidente ha delle idee di grandezza e i soldi? Dove li prende? La fondazione è stata creata con tanto orgoglio per i grossetani e fino a oggi ha creato tantissimi eventi con grande soddisfazione dei grossetani e degli addetti ai lavori e mai nessuno ha mai detto nulla».
Non decida un funzionario. Si incentra sull’operato di Chigiotti anche l’intervento di Edio Sensi, che si definisce «un cittadino con senso civico» e scrive: «L’arroganza di chi ha commissionato la scultura commemorativa dell’alluvione è superiore ad ogni considerazione. Non discuto del progetto, che può essere significativo, ma dell’importanza di una decisione che non spetta a nessun funzionario, nemmeno se importante o presunto tale. Si presuppone almeno una condivisione di intenti con gli altri cittadini o con coloro che sono stati delegati dai cittadini a rappresentarli. Grosseto ha bisogno di interventi pratici e utili al miglioramento di una città che sta subendo un degrado e un’involuzione di civiltà indicibili».
Anche Fiorenzo Tosini la pensa così. «Prima fare certe scelte – dice – certe installazioni di una dimensione notevole e di grande impatto visivo in luoghi di pubblica proprietà sarebbe come minimo auspicabile che fosse sentito anche il parere dei cittadini».
Una anche ad Albinia. Nel coro ci sono anche voci favorevoli. Come quella di Mauro Agostini («sono favorevole», dice semplicemente) e quella di Graziana Bianchi. Che forse confonde l’insetto, ma è comunque entusiasta dell’idea. «Trovo che l’idea del monumento con la zanzara e i versi di Maremma amara sia fantastica – dice – sia perché ricorda il dramma dell’alluvione sia perché ricorda i non meno drammatici tempi della malaria e quindi un po’ il simbolo della Maremma. Bravi, complimenti. Io sono d’accordissimo e anzi, quale residente ad Albinia proporrei pure lì una copia. Spero che venga attuato». (f.f.)
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