Toscana
Marijuana coltivata nelle aziende agricole Arrestati 5 allevatori
Operazione dei carabinieri a Scansano e a Principina Terra Sequestrati 40 chili di foglie essiccate e 200 piante
GROSSETO. Una montagna di marijuana che poteva fruttare una montagna di soldi. Certamente di più rispetto a quanti ne faccia guadagnare l’allevamento. Perché i protagonisti dell’ultima operazione antidroga del comando dei carabinieri di Grosseto sono cinque allevatori, per la maggior parte di origine sarda, titolari di aziende agricole in provincia di Grosseto.
Giovedì scorso circa cinquanta militari dell’Arma sono riusciti a scoprire e far cessare una fruttuosa produzione di marijuana che ha portato all’arresto dei cinque.
In tutto sono stati sequestrati quaranta chili di marijuana. Il grosso del sequestro è avvenuto nel comune di Scansano, all’interno di un’azienda agricola in località Selva Piana. Qui i militari hanno trovato e sequestrato 30 chili di marijuana pronta per essere confezionata e venduta. Sono finiti in manette Gianfranco Moni, 56 anni, originario di Orune (nuoro) di professione allevatore e proprietario dell’azienda; Giulio De Rosa, 33 anni, originario di Nuoro, anche lui allevatore; e Gheorghe Mazilu, 54 anni, originario della Romania, di professione pastore.
Nei guai anche due allevatori di Principina Terra, nel comune di Grosseto. Antonio Sanna, 63 anni, originario di Orune, e Gianfranco Sanna, 37 anni, nato a Viterbo, sono stati anch’essi arrestati. I carabinieri li hanno sorpresi mentre preparavano la marijuana all’interno della loro azienda agricola. In tutto i militari hanno scoperto duecento piante di cannabis in fase di essiccazione e dieci chili di marijuana pronta per essere venduta.
Tutti e cinque gli arrestati si trovano nel carcere di Grosseto, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Non è la prima volta che in provincia – e non solo – i campi nati per essere coltivati o per farci brucare le pecore finiscono per diventare orticelli per cannabis destinata alla produzione di marijuana.
Secondo i carabinieri la marijuana e le piante sequestrate potevano fruttare dai 200.000 ai 250.000 euro. Un business illegale, pericoloso per chi lo pratica, ma assai redditizio. E forse è questo che, in barba alla legge, c’è chi corre il rischio.
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