Il Tirreno

Grosseto

incontro sul prs

Lo sviluppo passa da 26 progetti

Marras: «Visione regionale ma anche attenzione ai casi locali»

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GROSSETO. Ci sono 26 progetti, molti di questi interessano direttamente il territorio maremmano, così come i nove obiettivi del Programma regionale di sviluppo per il 2016-2020. Gli obiettivi parlano, tra le altre cose, di crescita dell’occupazione, di maggiori investimenti in ricerca e innovazione, di lotta alla povertà. Il gruppo del Pd in consiglio regionale ha voluto confrontare i contenuti del Prs con le reali esigenze dei territori ed è per questo che il capogruppo Leonardo Marras ha incontrato i rappresentanti del mondo economico.

Calibrare le progettualità del Prs su ciò di cui ha bisogno il territorio è più che mai essenziale oggi, in un momento in cui si fanno i conti con risorse pubbliche sempre più limitate. «L’interesse nostro è di andare nei territori per ascoltare le voci dei rappresentanti del mondo dell’economia locale e registrare la coerenza tra le aspettative dei toscani e la strategia del programma regionale di sviluppo. La programmazione deve essere, oggi, con le risorse, per lo più europee, che sono sempre più limitate, la più veritiera possibile».

Tra i 26 progetti ce ne sono molti che riguardano da vicino la Maremma. Marras invita a uno «sforzo di regionalizzazione», a evitare la tentazione di andare, ciascuno, a cercare nel Prs solo ciò che interessa più direttamente il proprio territorio, perché «dovremmo riuscire - dice - a essere parte attiva, protagonisti, di una strategia complessiva». Dall’altra, però, c’è la necessità che il Prs tenga conto delle peculiarità di tutti i territori della Toscana. «Noi - spiega Marras - abbiamo già visto alcune criticità che cercheremo di correggere prima di approvare il Prs: per esempio deve tenere conto dell’esistenza di una Toscana rurale, qualcuno la definisce l’Etruria centrale, che corrisponde alla parte meridionale della Toscana, che viaggia con ritmi e andamenti diversi, in qualche caso opposti a ciò che avviene nella Toscana centrale, o anche dell'area costiera legata ai distretti industriali. Ed è per questo che occorrono strumenti di programmazione negoziata: quello che è stato per le aree di crisi come Livorno e Piombino potrebbe essere ripetuto per l'agroalimentare o il turismo in questa parte della Toscana». C'è bisogno di collegare in modo completo l’agricoltura con la trasformazione, per integrare non solo i fondi disponibili, ma anche le politiche, servono misure più mirate per le politiche sociali e servono investimenti nelle infrastrutture. «Il progetto del Prs legato alle grandi infrastrutture - spiega - per questa parte della Toscana ha bisogno di rappresentare non solo esigenze come la Due Mari oppure l'autostrada, ma anche la percorrenza interna».

Enrico Pizzi

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