Il Tirreno

Grosseto

processo in corso

«Daspo violato», presidente a giudizio

GROSSETO. Ma Gerardo Melchionda, presidente del Fonteblanda, era presente o no al campo di Batignano al quale non si sarebbe potuto avvicinare in forza di quel Daspo che gli era stato notificato...

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GROSSETO. Ma Gerardo Melchionda, presidente del Fonteblanda, era presente o no al campo di Batignano al quale non si sarebbe potuto avvicinare in forza di quel Daspo che gli era stato notificato qualche mese prima?

È di questo che si sta discutendo davanti al giudice Giovanni Muscogiuri. Una presunta violazione che risalirebbe al 5 dicembre 2010, in occasione di una partita di calcio di Prima categoria disputata appunto al campo di Batignano. Il procedimento era partito quando un ex dirigente di una società sportiva aveva notato l’arrivo di Melchionda al campo sportivo. Essendo a conoscenza del divieto di assistere agli incontri di calcio di cui Melchionda era stato destinatario, aveva segnalato il caso ai carabinieri che, successivamente, lo avevano individuato e identificato, più o meno verso la fine della partita, come avevano indicato nella relazione di servizio: Melchionda sarebbe stato appoggiato alla rete dalla parte opposta alla tribuna e avrebbe anche spiegato di non avere il biglietto «perché presidente».

Ieri è stata la volta dei testimoni della difesa, chiamati dall’avvocato Riccardo Palmucci. Questi hanno spiegato innanzi tutto la conformazione del campo di gioco, recintato, e della zona riservata alle auto, nella parte antistante. Poi hanno spiegato che quel giorno Melchionda aveva solamente accompagnato il figlio, ancora minorenne all’epoca e quindi senza patente, per poi allontanarsi subito dopo e raggiungere la moglie che l’attendeva per fare acquisti nell’abitato di Grosseto. Non sarebbe andato insomma oltre al parcheggio.

Il giudice ha aggiornato il processo ad aprile, per sentire un altro testimone.

(p.s.)

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