La protesta
Tariffe dell’asilo stabilite in base ai redditi
L’assessora Catalani risponde ai 5 Stelle: «Abbiamo tenuto conto della composizione delle famiglie»
FOLLONICA. «Le scelte sulle fasce di reddito del nido sono fatte in base alla composizione della popolazione follonichese».
Con una lunga nota l’assessora alla Cultura Barbara Catalani risponde alle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle sulle tariffe del nido comunale "Le Mimose": i pentastellati in base ai dati raccolti hanno sottolineato come il Comune del golfo sia uno dei più cari per quanto riguarda le rette dell'asilo, con aumenti che vanno dai 50 ai 67 euro in base alle fasce orarie scelte dalle famiglie; ancora, a loro giudizio, sono stati riconosciuti pochi scaglioni reddituali nel tariffario e pure i costi mensili superano quelli degli altri paesi della Maremma. La risposta dell'assessora parla di una lettura dei dati parziale, che non tiene conto di alcuni aspetti da lei sempre definiti fondamentali. «I Comuni della conferenza zonale dell'istruzione Colline Metallifere - spiega - hanno iniziato un complesso processo di coordinamento di tutte le attività e servizi legati alla scuola di ogni ordine e grado. Come si potrà capire il processo è lungo perché entrano in gioco realtà molto diverse: per il nido ad esempio esiste già un regolamento zonale e un disciplinare operativo uniforme e condiviso, che tiene conto di fasce Isee personalizzate, nate con criteri diversi e quindi anche difficilmente equiparabili tra loro. C'è chi parcellizza molto il reddito, chi, come noi, lo definisce in fasce più ampie, queste sono scelte tecniche più che politiche, spesso ispirate alla composizione della popolazione stessa ed anche allo storico consolidato di ogni realtà territoriale».
Per il nido a Follonica la fascia di reddito Isee più numerosa è quella superiore ai 17.000 euro, mediamente densa anche quella tra i 2.000 e i 5.000 euro, mentre quella tra i 5.000 e i 17.000 non rappresenta una percentuale elevata del totale. «Va inoltre sottolineato che la situazione tariffaria, imposta anche dalle modificate normative regionali risaliva all'anno 2006 (ben 10 anni fa), ed era pari a 330 euro per la tariffa massima - conclude Catalani - L'incremento approvato si attesta inferiore anche alla rivalutazione Istat, la cui applicazione avrebbe portato ad una tariffa pari a 384,12 euro (invece dei 380 attuali ndr)». L'assessora sottolinea che nelle rette è compreso anche il pasto, fatto che non avviene in altri Comuni, e che sempre nel golfo non si paga una quota d'iscrizione ed è prevista l'esenzione totale per chi ha un Isee inferiore ai 2.000 euro annui. (p.v.)
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