Gioco
Posti assegnati dai presidi I Cobas sul piede di guerra
Manifestazione in concomitanza delle convocazioni per le supplenze annuali Più di 500 cattedre vacanti in mano ai dirigenti: «Vogliamo più trasparenza»
GROSSETO. Pasqualina Zito ha 38 anni, abita a Follonica, ed è un’insegnante precaria da quasi un decennio. Tre anni fa ha accettato un incarico al Giglio. E poco dopo aver firmato un contratto d’affitto per una sistemazione sull’isola – per inciso, è anche una madre di famiglia – ha saputo che, se avesse rifiutato la cattedra gigliese, ce ne sarebbe stata un’altra più vicina a casa: a Grosseto o a Follonica, o comunque nelle vicinanze. Dalla costa grossetana all’Amiata, da Monterotondo Marittimo a Capalbio, oggi in tutta la Provincia, tra maestre e professori, ci sono all’incirca 2.000 insegnanti nella situazione di Pasqualina. Parliamo di chi – precario della scuola – a ottobre aspetta le briciole lasciate dai colleghi più fortunati. È l’ultimo giro, l’ultima chance, sono cioè le supplenze annuali – cattedre intere o spezzoni di manciate di ore – che vengono assegnate dai dirigenti scolastici pescando dalle cosiddette graduatorie di istituto. Nelle mani dei presidi, secondo un calcolo prudenziale dei Cobas Scuola grossetani, di questi posti vacanti ce ne sarebbero più di 500 tra infanzia e superiori. «E c’è il rischio che non vengano gestiti con trasparenza» dice Giuseppe Follino, portavoce dei Cobas Scuola Grosseto. Dopo una manifestazione di ieri, però, un primo risultato è arrivato.
In strada con le maschere. Piazza De Maria, Polo Bianciardi, ieri mattina, ore 8. Se guardi verso la ripida scalinata della scuola, vedrai tanti insegnanti che indossano maschere di colore bianco: ciascuna è identica all’altra «perché non ci percepiamo come docenti di ruolo o precari – dicono – siamo tutti uguali». E infatti qui c’è Pasqualina e le colleghe precarie, Anna Carbone di 43 anni e Ginevra Calisti, trentenne, ma ci sono anche Franco Polverino, entrato di ruolo nel 1984, e Stefano Corti “arruolato” da 18 anni. La manifestazione è promossa dai Cobas, ma qui c’è anche chi non ha la tessera del sindacato di base: non importa.
Supplenze annuali: 700 posti. La scelta della location per la “sfilata” con maschere e striscioni è motivata: dentro al Bianciardi si stanno svolgendo le assegnazioni delle supplenze annuali riservate a chi è inserito nelle Graduatorie a esaurimento (Gae), cioè chi è già abilitato all’insegnamento ma è ancora precario. Ci sono complessivamente 700 posti a disposizione tra maestre e docenti.
Le graduatorie. Sono le 11 e siamo in compagnia di Follino e di un gruppo di insegnanti: «Più di due terzi delle 700 cattedre non verranno assegnanti» pronosticano. E questo perché le Gae sono chiuse da tempo e si va, appunto, ad esaurimento. Così tutti quei posti rimarranno lì per essere poi assegnati direttamente dai presidi che, per farlo, consulteranno le graduatorie di istituto. Ad esempio (ma non solo), chi non ha ancora l’abilitazione all’insegnamento – e in molti casi si tratta di insegnanti, come Pasqualina, che lavorano nella scuola da anni – può fare domanda ai dirigenti delle singole scuole per giocarsi la carta dell’ultima chance.
La richiesta. Il 23 settembre i Cobas hanno fatto una richiesta al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Giacomo D’Agostino. «Noi chiediamo – dice Follino – che anche per l’assegnazione di questi posti, e sia per i colleghi che sono in seconda fascia che per chi è in terza fascia, venga organizzata una giornata di convocazioni unificate, come quella di oggi per i colleghi delle Gae. Così si garantirebbe la trasparenza» e si eviterebbe anche ciò che è accaduto tre anni fa a Pasqualina. Convocazioni unificate permetterebbero agli insegnanti precari di avere il quadro e la geografia dei posti disponibili. E si eviterebbe «anche un po’ di discrezionalità dei dirigenti scolastici – sottolinea Follino – Ci sono giunte segnalazioni di colleghi che ci parlano di presidi che, in maniera difficilmente giustificabile – pesa le parole il portavoce dei Cobas – tardano a convocare gli insegnanti» per l’offerta dei posto disponibile. «Se dovessimo avere conferma di questo – affonda – faremo denuncia».
500 posti rimasti. Nelle mani dei presidi maremmani ci sono dunque molte cattedre o spezzoni di esse. Cobas stima che ieri ne siano state assegnate assai poche: «Più di 500 sono rimaste» veniva ipotizzato nel tardo pomeriggio di ieri.
La convocazione. La manifestazione – che i docenti sottolineano sia stata fatta anche nell’interesse di alunni e studenti e per garantire loro la continuità di un cammino con un insegnante – ha portato un primo risultato. Il provveditore D’Agostini, dopo 13 giorni ha risposto alla richiesta dei Cobas. «Alle 12.23 di ieri – dice il portavoce – ci ha informato che ci riceverà martedì». E qui la freccia ha fatto centro.
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