Il Tirreno

Grosseto

«Nessun favore fatto alla Solmine» Il giudice archivia il caso Bizzarri

di Alfredo Faetti

L’ex sindaco era stato scelto come consulente della società a pochi giorni dalla fine del suo mandato Faenzi aveva sollevato il caso, ora l’ex primo cittadino chiede le dimmissioni della consigliera di Ala

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SCARLINO. Ha aspettato che arrivasse il pronunciamento di un giudice per intervenire. Per oltre due anni non ha voluto aprire bocca su quell’incarico alla Nuova Solmine, ottenuto pochi giorni dopo la fine del suo mandato da sindaco, senza mai rispondere agli articoli usciti sulla stampa, anche quando il caso è arrivato alla segreteria regionale del Pd. Ora però un pronunciamento è arrivato e Maurizio Bizzarri, ex primo cittadino scarlinese, ne ha molte di cose da dire. «Adesso posso dire che non c’è per me, per la mia famiglia e per chi mi vuol bene, miglior appagamento dell’archiviazione di un’indagine vera a provare la mia rettitudine». Infatti, prosegue, «il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto fondata la richiesta del pubblico ministero in quanto “le risultanze investigative non hanno evidenziato irregolarità o pressioni indebite avvenute nel corso dei procedimenti amministrativi ed urbanistici” e dispone l'archiviazione del caso». Caso archiviato, insomma.

Durante i suoi dieci anni da sindaco, quindi come massima autorità garante, Bizzarri non ha mai favorito con i suoi poteri la Nuova Solmine: questo in buona sostanza l'esito delle indagini avviate dalla procura di Grosseto anche a seguito di quei numerosi articoli legati alla consulenza nello stabilimento industriale della Piana. «Non sono mai intervenuto per difendermi o giustificarmi: volevo fosse provata la mia moralità, senza se e senza ma - continua Bizzarri - Ho accettato la gogna mediatica in silenzio. Per lunghi mesi hanno indagato, interrogato consiglieri comunali, assessori, colleghi di lavoro; perquisito la mia casa, l'auto, il computer e l'ufficio: non hanno trovato niente di illecito». Lo scarlinese affida il suo sfogo a facebook. «Maurizio Bizzarri può camminare a testa alta: per dieci anni primo cittadino, nulla ha fatto in favore di Nuova Solmine - scrive - Alla fine del mandato sono tornato a lavorare: questo il mio peccato da lei simpaticamente chiamato "caso Bizzarri". Forse era meglio se venivo riciclato in qualche società partecipata o carrozzone pubblico?».

La “lei” in questione è riferito ad una persona in particolare: Monica Faenzi. La deputata di Ala e capogruppo d'opposizione in consiglio comunale a Scarlino è stata la prima infatti a sollevare il caso, rendendo pubblica la notizia che Bizzarri aveva ottenuto la consulenza nell'industria della famiglia Mansi. «Un attacco personale costante e malvagio - continua Bizzarri - Un pubblico ludibrio non all'istituzione, che comunque non rappresentavo più, ma alla mia persona e ai miei datori di lavoro, per giunta con monito minaccioso, scandito dai “verificheremo i rapporti fra Comune e azienda: quello che è successo è grave, molto grave”».

Un attacco che ora l'ex sindaco non risparmia alla deputata. «Molti ad oggi si domandano l'utilità della sua berlusconiana discesa in campo scarlinese, effettivamente portatrice solo di aspre divisioni stile Guelfi e Ghibellini, da noi mai viste prima - prosegue - Del resto, salvo sporadici interventi su Imu agricola e pochi altri ripetitivi argomenti (streaming in consiglio, taglio dell'erba, ex vicesindaco), nella sostanza l'impegno dell'opposizione è stato scarso: Verdini docet».

Da qui l'invito provocatorio a Faenzi a «lasciare gli scranni di un consiglio comunale che l'hanno vista sconfitta, sonoramente, almeno tre volte: prima alle elezioni amministrative, perse per sole 20 preferenze, poi nel ricorso al Tar sul conteggio dei voti, perso per forma e sostanza, e adesso in una battaglia personale contro Bizzarri, per la quale subisce una sconfitta clamorosa».

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