Gioco
Maxi statua, è un coro di no
I lettori rispondono al Tirreno: c’è anche qualcuno che apprezza l’iniziativa
GROSSETO. Una cinquantina di commenti su Facebook, una decina di e-mail in redazione. Nelle prime 24 ore i lettori intervenuti nel dibattito sulla farfallona monumentale da realizzare in piazza Nassiriya, si definiscono per la stragrande maggioranza contrari. Una pioggia di no e di considerazioni critiche. Solo quattro i favorevoli. La campagna per conoscere l’opinione dei grossetani sul progetto del monumento all’alluvione firmato dall’artista Emilio Isgrò non ha ovviamente valenza o pretesa di sondaggio; offre però la cifra di un sentimento.
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Le ragioni del no sono molteplici. C’è chi si sofferma su motivazioni estetiche, chi non comprende o condivide la simbologia, chi la collocazione in quell’area urbana, ma soprattutto - pare di capire - ai cittadini interessa conoscere la spesa: chi pagherà. Di fronte ai ragionamenti di economia passa in secondo piano anche il percorso (saltato) di condivisione e partecipazione con la città. Nessuno che faccia cenno alla fama dell’artista che potrebbe dare lustro alla città.
Le risorse. L’imprenditore Alex Boni chiede che questi soldi vengano spesi meglio: «Per chi ha bisogno – dice – altro che fare i monumenti». Carlo Paris dice no «perché non si deve rovinare piazza Nassiriya, utile per altre attività». Il ristoratore Leonardo Peccianti: «Credo che per una scultura del genere ci vorranno almeno 60-70.000 euro. Grosseto in questo momento ha bisogno d’altro, poi magari tra qualche anno se ne riparla». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Cristiano Rosadini («Questi soldi possono essere spesi meglio»), Fiorenzo Tosini, Florinda Iacobucci, Antonella Somma e Cristian Bargelli («Investiamo piuttosto nelle scuole materne e nei nidi comunali»).
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La simbologia. Per Francesco Barzagli il progetto della farfalla «fa il pari con l’arco di trionfo all’ingresso di Grosseto proposto a suo tempo dalla giunta Antichi. Senza contare le sculture commissionate in maniera discutibile e poi rimosse dalla loro posizione per renderle meno visibili». Il no condito di ironia di Fabio Balducci è sul simbolo della farfalla: «Effimero animaletto variopinto spesso raffigurato nella zona lombare (sopra i glutei) di avventurose signore o nell’incavo cosciale di ballerine-presentatrici. Bel progetto, adeguato al ricordo di quei tragici giorni». Contrario alla farfalla anche Ersilio Felici: «È un’immagine inflazionata e neppure in sintonia con gli accadimenti luttuosi che dobbiamo ricordare». «Perché una farfalla?» domanda Laura Frosali. Non ha senso la farfalla per questa celebrazione anche secondo Anna Fallullera. Roberta Pecciarini aveva pochi mesi quando ci fu l’alluvione: «Non sono contraria alle opere d’arte pur non essendo un’intenditrice, ma ricordo i racconti di genitori e nonni su quelle giornate e non mi pare proprio che la farfalla possa rappresentarci. Quindi dico no a 360 gradi. La farfalla la associo ad altro».
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La location. Alessandro Peri – portavoce dell’associazione Maremma Gold, ma soprattutto dirigente del Movimento Autonomista Toscano (lista che sosteneva Vivarelli Colonna) – sostiene di aver contribuito all’elezione dell’attuale governo della città, tuttavia si definisce «esterrefatto dalla proposta». «Già criticammo a suo tempo – prosegue Peri – quel manufatto di cemento quasi mai utilizzato (Peri chiama il parcheggione sotterraneo la fossa dei leoni, ndr) ora si vuole ancora infierire sulla piazza, ponendoci un’opera in stridente contrasto con la struttura medievale alle sue spalle. Lavoriamo invece alla creazione di una mostra mercato dei prodotti agroalimentari del territorio, quella sì che onorerebbe coloro i quali hanno versato e versano quotidianamente lacrime, sudore e sangue per la Maremma».
I favorevoli. Si contano al momento sulle dita di una mano. Riccardo Cecchetti: «I cambiamenti fanno paura. I parigini erano contrari alla tour Eiffel, i londinesi al London Eye, figuriamoci se i grossetani, da sempre restii ai mutamenti, possono essere a favore di una farfalla di otto metri. Credo che più si fa meglio è, non mi entusiasma l’opera in sé, ma sono favorevole». E piace a Simone Conti: «Adesso tutti contro, poi magari tra 30 anni, se la vorranno rimuovere, tutti a lamentarsi». Favorevoli infine Luca De Persis e Simone Mazzini. Su Facebook si potrà “votare” fino al 4 novembre, cinquantesimo anniversario dell’alluvione.
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