Gioco
«Sappiamo chi è stato, lo denunciamo alla Procura»
GROSSETO. Quasi sorride il presidente provinciale dell’Arci Christian Sensi, tirato dentro alla denuncia anonima sul centro di Petricci, quando legge nella lettera che «c’è un continuo utilizzo del...
Quasi sorride il presidente provinciale dell’Arci Christian Sensi, tirato dentro alla denuncia anonima sul centro di Petricci, quando legge nella lettera che «c’è un continuo utilizzo del patrocinio gratuito da parte dell’Arci il cui presidente guarda caso è un avvocato». E proprio perché Sensi la legge l’ha studiata bene, ha già pronto la contro mossa: una denuncia alla Procura per diffamazione ma non solo. Perché in quella busta, oltre alla lettera c’erano documenti riservati, ovvero i verbali delle audizioni della commissione per i rifugiati. Verbali che vengono redatti in questura e che non possono essere divulgati. «Chi sia stato a fare questo lo sappiamo - dice Sensi - per questo abbiamo deciso di sporgere denuncia direttamente in Procura. Quello che è successo è molto grave perché quella struttura funziona bene e ci sono tante persone che svolgono al meglio il loro lavoro».
Il presidente Sensi non aveva ancora visto, fino a ieri mattina, quello che era contenuto nella busta. «Non c’è alcun rilievo penale per la nostra associazione nei file che sono contenuti in quel cd rom - spiega - quindi siamo del tutto tranquilli. Non siamo certo preoccupati se questa segnalazione è arrivata anche alle forze dell’ordine. Non è stato commesso alcun reato e nemmeno alcuna irregolarità nella gestione della struttura».
Ma il fatto che documenti riservati, che erano conservati nel personal computer dell’associazione che sono protetti anche da password ha fatto accendere una lampadina nella testa del presidente dell’Arci. «Ci sono persone che hanno cercato di mettere in difficoltà il nostro lavoro - aggiunge Sensi - ma non mi sarei mai aspettato che si sarebbe arrivati a questo. L’unica cosa che possiamo fare è rivolgerci alla magistratura».
L’ “Arcigate” è destinato a chiudersi con queste due denunce: quella del “corvo”, anonima appunto, e quella del presidente dell’Arci. Promettendo così di mantenere gli impegni presi con la Prefettura e con i rifugiati che sono stati accolti nel centro gestito dall’associazione. (f.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
