Gioco
Divulgati i documenti del centro profughi
Inviati alle redazioni un cd rom con le audizioni dei rifugiati accolti a Petricci e le foto dei ragazzi che bevono birra
SEMPRONIANO. Una busta gialla, di quelle imbottite con dentro un cd rom pieno di documenti e una lettera anonima. Materiale che sarebbe stato divulgato per puntare il dito contro il personale che lavora al centro di accoglienza di Petricci e che è gestito dall’Arci.
L’ “Arcigate” è cominciato quando nella cassetta delle lettere della nostra redazione sono arrivati quei documenti: foto, video, registrazioni audio. Ma soprattutto le schede personali di chi è stato accolto con lo status di rifugiati nella struttura gestita dall’Arci. Documenti rilasciati dalla Questura di Grosseto e conservati dall’associazione sui computer protetti da password. Segno che chi ha scaricato quei file, sapeva dove andare a cercarli e, probabilmente, conosceva anche i codici di accesso dei pc dell’associazione.
La segnalazione di quello che non funzionerebbe nella struttura è arrivata anche ai carabinieri del comando di Grosseto, alla Procura, alla Prefettura e ad altre quattro testate giornalistiche nazionali. Nella lettera, che non è stata firmata, si fa riferimento a una presunta relazione tra la responsabile del centro e uno degli ospiti nigeriani che sarebbe anche utilizzato per «comandare nel centro - si legge - a scapito dei ragazzi delle altre nazionalità», che sarebbero anche «discriminati sul cibo», continua la lettera anonima. Ma ci sarebbe di più: all’interno del centro verrebbe consumato alcol: per dimostrarlo, il corvo allega alcune foto dove si vedono alcuni ospiti con una bottiglia di birra accanto. «Alcol che è vietato da regolamento interno firmato tra l’Arci e gli ospiti - spiega Federica Nucci, responsabile del centro - e che è stato autorizzato una sola volta per festeggiare il compleanno di uno dei ragazzi. Non abbiamo contravvenuto ad alcuna legge e le fotografie che sono state inserite in quel cd rom erano le stesse che sono state pubblicate dagli ospiti sui loro profili Facebook». Una festa tra adulti che è stata utilizzata per far vedere all’esterno che quello che succede alla Cerinella è fuori da ogni regola. Così come fuori da ogni regola sarebbe il fatto che uno degli ospiti che aveva trovato un lavoro ma che dalla struttura gli era stato detto che non avrebbero segnalato questa novità alla Prefettura per non perdere il rimborso. «Il nostro ospite aveva ottenuto un contratto per due mesi per raccogliere le olive - spiega Nucci - e quello che non sarebbe stato possibile garantire era l’esatto orario di uscita e di rientro perché dal centro al posto di lavoro non ci sono mezzi pubblici. Quando è stata registrata quella chiacchierata stavamo cercando di capire come fare a far rispettare gli orari di uscita e di rientro dell’uomo per non fargli perdere quella piccola opportunità di lavoro che comunque sarebbe stata soltanto per due mesi». È questa l’accusa più grave che sarebbe contenuta in quella sorta di dossier sul centro di Petricci. «Dove i ragazzi e anche il personale dell’albergo che lavora lì - aggiunge Nucci - hanno un ottimo rapporto. È un centro dove vengono fatti tanti progetto e dove si lavora sodo. Il resto sono solo chiacchiere».
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